
Il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) del Regno Unito ha aggiornato la pagina “Consigli di viaggio per l’India” — ancora valida al 24 settembre 2026 — segnalando due modifiche alle regole d’ingresso che i viaggiatori d’affari continuano a trascurare.
Innanzitutto, l’India ha adottato la carta elettronica Overseas Citizen of India (e-OCI), eliminando il rilascio dei tradizionali libretti OCI cartacei; tutte le nuove domande e i rinnovi sono ora digitali, e i titolari devono scaricare e portare con sé l’e-OCI con codice QR al momento dell’arrivo.
In secondo luogo, in risposta all’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo nell’Africa centrale, l’India richiede a tutti i passeggeri internazionali di compilare online, entro 72 ore prima dell’imbarco, un modulo di autodichiarazione sanitaria (Self-Declaration Form, SDF) tramite il portale AIR SUVIDHA 2.0.
I viaggiatori che arrivano senza il PDF dell’e-OCI o senza la ricevuta di compilazione dell’SDF rischiano controlli di immigrazione supplementari e, in alcuni casi, la quarantena su indicazione degli operatori sanitari aeroportuali. Le compagnie aeree sono state incaricate di verificare l’SDF durante il check-in online, ma l’adesione non è ancora uniforme; la scorsa settimana diversi passeggeri UK-India sono stati trattenuti al Terminal 3 di Delhi per aver completato il modulo solo tramite Wi-Fi aeroportuale.
I responsabili della mobilità aziendale devono aggiornare le checklist pre-viaggio: il personale espatriato di origine indiana deve salvare il file e-OCI offline o stamparne una copia, mentre tutti i viaggiatori in ingresso — indipendentemente dalla nazionalità — devono compilare l’SDF anche se non transitano in aree colpite dall’Ebola. La dichiarazione raccoglie informazioni sullo storico dei viaggi, lo stato vaccinale e i contatti, accelerando la valutazione del rischio ai punti di ingresso indiani.
Il FCDO continua a sconsigliare viaggi in alcune zone di Jammu & Kashmir, lungo il confine India-Pakistan e in aree di Manipur soggette a disordini sporadici. Tuttavia, sottolinea che l’India resta aperta agli affari, con i regimi di e-visa e visto all’arrivo che funzionano regolarmente.
Per le multinazionali il messaggio è chiaro: la documentazione digitale è ormai centrale nei controlli alle frontiere indiane. Non adeguare i processi HR di mobilità all’introduzione dell’e-OCI e all’obbligo di autodichiarazione sanitaria può tradursi in incontri persi, mancati arrivi in hotel e danni reputazionali.
Innanzitutto, l’India ha adottato la carta elettronica Overseas Citizen of India (e-OCI), eliminando il rilascio dei tradizionali libretti OCI cartacei; tutte le nuove domande e i rinnovi sono ora digitali, e i titolari devono scaricare e portare con sé l’e-OCI con codice QR al momento dell’arrivo.
In secondo luogo, in risposta all’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo nell’Africa centrale, l’India richiede a tutti i passeggeri internazionali di compilare online, entro 72 ore prima dell’imbarco, un modulo di autodichiarazione sanitaria (Self-Declaration Form, SDF) tramite il portale AIR SUVIDHA 2.0.
I viaggiatori che arrivano senza il PDF dell’e-OCI o senza la ricevuta di compilazione dell’SDF rischiano controlli di immigrazione supplementari e, in alcuni casi, la quarantena su indicazione degli operatori sanitari aeroportuali. Le compagnie aeree sono state incaricate di verificare l’SDF durante il check-in online, ma l’adesione non è ancora uniforme; la scorsa settimana diversi passeggeri UK-India sono stati trattenuti al Terminal 3 di Delhi per aver completato il modulo solo tramite Wi-Fi aeroportuale.
I responsabili della mobilità aziendale devono aggiornare le checklist pre-viaggio: il personale espatriato di origine indiana deve salvare il file e-OCI offline o stamparne una copia, mentre tutti i viaggiatori in ingresso — indipendentemente dalla nazionalità — devono compilare l’SDF anche se non transitano in aree colpite dall’Ebola. La dichiarazione raccoglie informazioni sullo storico dei viaggi, lo stato vaccinale e i contatti, accelerando la valutazione del rischio ai punti di ingresso indiani.
Il FCDO continua a sconsigliare viaggi in alcune zone di Jammu & Kashmir, lungo il confine India-Pakistan e in aree di Manipur soggette a disordini sporadici. Tuttavia, sottolinea che l’India resta aperta agli affari, con i regimi di e-visa e visto all’arrivo che funzionano regolarmente.
Per le multinazionali il messaggio è chiaro: la documentazione digitale è ormai centrale nei controlli alle frontiere indiane. Non adeguare i processi HR di mobilità all’introduzione dell’e-OCI e all’obbligo di autodichiarazione sanitaria può tradursi in incontri persi, mancati arrivi in hotel e danni reputazionali.
Come VisaHQ può aiutarti
VisaHQ semplifica il processo di richiesta del visto per privati e aziende. Controlla i requisiti di viaggio attuali, prepara i documenti richiesti e gestisci la tua domanda online attraverso il portale VisaHQ India.Di più da India
Visualizza tutto
Gli USA puntano alle reti del ‘turismo per nascita’: cosa devono sapere i viaggiatori indiani
L'India semplifica la conformità TDS per l'acquisto di proprietà da NRI con il nuovo Modulo 141