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Gli USA puntano alle reti del ‘turismo per nascita’: cosa devono sapere i viaggiatori indiani

set 24, 2026
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Gli USA puntano alle reti del ‘turismo per nascita’: cosa devono sapere i viaggiatori indiani
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato una nuova politica di restrizione dei visti rivolta a operatori, facilitatori medici e “intermediari dei visti” che traggono profitto dall’organizzazione di viaggi per cittadini stranieri con l’obiettivo di far nascere i loro figli sul suolo americano, il cosiddetto “turismo della nascita” commerciale. La misura, resa nota il 23 settembre (ora USA) e analizzata dai media indiani il 24 settembre, si basa sulla Sezione 212(a)(3)(C) dell’Immigration and Nationality Act per negare o revocare i visti di categoria B a chi si ritiene favorisca questa pratica.

Sebbene viaggiare negli Stati Uniti esclusivamente per ottenere la cittadinanza per un neonato sia già vietato dalle norme vigenti sui visti turistici, finora i funzionari consolari si sono concentrati principalmente sui singoli richiedenti. La nuova direttiva amplia il raggio d’azione includendo anche i facilitatori terzi, rendendo più difficile per le agenzie assistere i richiedenti, prenotare reparti maternità o fornire documenti falsi.

Gli USA puntano alle reti del ‘turismo per nascita’: cosa devono sapere i viaggiatori indiani


Per i cittadini indiani, l’impatto pratico è duplice. In primo luogo, le pratiche di visto che evidenziano gravidanze avanzate abbinate a soggiorni prolungati o prenotazioni in ospedali per maternità saranno sottoposte a controlli più rigorosi; i consolati potrebbero richiedere prove mediche o finanziarie e rifiutare il visto per motivi di “immigrazione intenzionale”. In secondo luogo, i richiedenti collegati – tramite pagamenti o segnalazioni – a reti di facilitazione note rischiano l’inammissibilità a vita.

Gli organizzatori di viaggi in India affermano che restano possibili viaggi turistici o d’affari legittimi durante la gravidanza, ma i richiedenti dovrebbero portare con sé prove dello scopo del viaggio, un’assicurazione medica che copra eventuali complicazioni del parto e documenti che attestino legami con l’India. Le compagnie aeree dirette negli USA richiedono già un certificato di idoneità al volo oltre le 28 settimane di gestazione; le nuove regole aggiungono un ulteriore livello di controllo sull’immigrazione che le aziende devono considerare quando trasferiscono dipendenti in gravidanza.

I sostenitori della stretta politica negli USA sostengono che questa misura tutela l’integrità della cittadinanza americana; gli avvocati specializzati in immigrazione replicano che, senza indicazioni consolari più chiare, i viaggiatori genuini potrebbero subire un aumento dei rifiuti. In ogni caso, questo sviluppo sottolinea l’importanza per i viaggiatori indiani in uscita di allineare itinerario, documentazione e scopo dichiarato del viaggio: non farlo potrebbe compromettere i piani di mobilità futura verso gli Stati Uniti.
Fonte: The Indian Express

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