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Il Ministro belga per la Migrazione chiede un regime più severo alle frontiere esterne dell’UE

set 27, 2026
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Il Ministro belga per la Migrazione chiede un regime più severo alle frontiere esterne dell’UE
In vista dell’incontro sulla migrazione di Monaco di sabato, la ministra belga per l’Asilo e la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha presentato un’agenda rigorista: potenziare Frontex, accelerare i rimpatri e imporre sanzioni commerciali o sui visti ai paesi terzi che rifiutano di riaccogliere i propri cittadini. Il suo intervento arriva a soli 100 giorni dall’entrata in vigore del Patto UE su Migrazione e Asilo e pochi giorni prima che la Commissione Europea presenti una bozza di mandato per ampliare i poteri di Frontex. Van Bossuyt ha dichiarato ai giornalisti che l’Europa “deve agire più rapidamente e con maggiore fermezza” alle sue frontiere esterne se vuole contenere gli ingressi irregolari. Spingerà i partner a schierare più agenti Frontex nei punti caldi e a creare una riserva di pronto intervento finanziata direttamente dal bilancio UE, anziché da contributi volontari. Propone inoltre una revisione annuale del nuovo patto a giugno 2027 per semplificare procedure già ritenute troppo complesse dagli Stati membri. La posizione riflette le pressioni interne al Belgio: le domande di asilo sono aumentate del 17% nei primi otto mesi del 2026, mentre l’agenzia federale di accoglienza Fedasil fatica con la capacità ricettiva. Un controllo più rigido alle frontiere trova consenso trasversale in vista delle elezioni federali di maggio prossimo. Per i team di mobilità aziendale, la proposta segnala due possibili cambiamenti. Primo, controlli più severi alle frontiere Schengen potrebbero tradursi in code più lunghe e ispezioni secondarie più frequenti per i viaggiatori d’affari, anche con visti regolari. Secondo, l’uso della politica dei visti come strumento diplomatico potrebbe scatenare misure di reciprocità da parte dei paesi interessati, aumentando l’incertezza nella pianificazione delle risorse umane per multinazionali con attività in Africa o Medio Oriente. Sebbene le idee della ministra richiedano un ampio sostegno del Consiglio, il Belgio presiederà il Consiglio UE nel primo semestre 2027, offrendo a Bruxelles una piattaforma influente per consolidare eventuali misure concordate entro allora. Gli stakeholder della mobilità dovrebbero seguire con attenzione le discussioni di Monaco e il testo della Commissione in arrivo per valutarne l’impatto operativo sulla gestione dei rischi di viaggio e sulla logistica dei lavoratori distaccati.
Fonte: The Brussels Times

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