
La stagione degli Snowbird è appena iniziata e oltre un milione di membri canadesi del programma NEXUS ha finalmente ottenuto una tanto attesa chiarezza questo fine settimana, quando il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha confermato che l’ingresso tramite un programma Trusted Traveller soddisfa ora le norme americane di registrazione degli stranieri. In una normativa finale entrata in vigore silenziosamente il 29 giugno, ma ampiamente riportata il 26 settembre, il DHS e i Servizi di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti hanno dichiarato che i canadesi che sono entrati negli Stati Uniti attraverso le corsie NEXUS, Global Entry, SENTRI o FAST sono considerati “già registrati” e quindi non devono compilare il modulo di registrazione G-325R dopo 30 giorni di permanenza nel paese.
Per i 1,7 milioni di membri NEXUS residenti in Canada — molti dei quali si spostano verso sud per mesi durante l’inverno — questa precisazione elimina un fastidioso obbligo burocratico che comportava sanzioni civili fino a 227 dollari al giorno. Tuttavia, l’esenzione dipende dal modo in cui il viaggiatore è stato *processato*, non solo dal possesso della tessera NEXUS. Le linee guida del DHS chiariscono che chi attraversa una corsia auto standard o il cui passaporto viene controllato a un chiosco normale anziché a un lettore NEXUS deve comunque ottenere in anticipo il modulo I-94 di arrivo/partenza o compilare il modulo G-325R dopo l’arrivo.
L’Associazione Canadese Snowbird ha già invitato gli anziani a conservare la prova del loro modo di ingresso — screenshot dell’app CBP o ricevute del carburante — per evitare contestazioni mesi dopo. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti su questa sottigliezza. Un dirigente canadese che mostra la tessera NEXUS ma viene fatto passare da una corsia non Trusted Traveller a Detroit potrebbe incorrere in problemi di conformità se il soggiorno negli USA supera un mese. Gli esperti consigliano di richiedere in anticipo un I-94 elettronico in caso di dubbi, dato che la tariffa di 6 dollari è molto più economica delle possibili multe.
Le aziende con personale canadese che attraversa frequentemente il confine per riunioni dovrebbero aggiornare le loro checklist di viaggio e ricordare ai viaggiatori di documentare la corsia utilizzata. La normativa sottolinea anche il valore concreto dell’iscrizione a NEXUS oltre alla riduzione delle code. Poiché l’ingresso tramite corsia NEXUS ora equivale alla registrazione degli stranieri, gli snowbird possono confermare il loro status semplicemente conservando la ricevuta email del CBP relativa al loro passaggio Trusted Traveller.
Con l’aumento previsto del traffico alle frontiere terrestri durante le festività del Ringraziamento e del Natale, questa chiarificazione potrebbe incrementare ulteriormente la domanda di NEXUS — una buona notizia per Ottawa e Washington, che nell’ultimo anno hanno ampliato la capacità di iscrizione congiunta. Per i professionisti della mobilità, le azioni immediate sono chiare: verificare come i dipendenti intendono entrare negli Stati Uniti; ricordare che conta solo il *processamento* Trusted Traveller; e rinnovare o richiedere per tempo l’iscrizione a NEXUS, visto che le attese per le interviste nei principali centri di iscrizione si stanno già prolungando fino al 2027. Prendere queste precauzioni ora potrebbe evitare ai viaggiatori — e alle loro aziende — spiacevoli sorprese al confine o, peggio, problemi durante un lungo incarico negli Stati Uniti.
Per i 1,7 milioni di membri NEXUS residenti in Canada — molti dei quali si spostano verso sud per mesi durante l’inverno — questa precisazione elimina un fastidioso obbligo burocratico che comportava sanzioni civili fino a 227 dollari al giorno. Tuttavia, l’esenzione dipende dal modo in cui il viaggiatore è stato *processato*, non solo dal possesso della tessera NEXUS. Le linee guida del DHS chiariscono che chi attraversa una corsia auto standard o il cui passaporto viene controllato a un chiosco normale anziché a un lettore NEXUS deve comunque ottenere in anticipo il modulo I-94 di arrivo/partenza o compilare il modulo G-325R dopo l’arrivo.
L’Associazione Canadese Snowbird ha già invitato gli anziani a conservare la prova del loro modo di ingresso — screenshot dell’app CBP o ricevute del carburante — per evitare contestazioni mesi dopo. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti su questa sottigliezza. Un dirigente canadese che mostra la tessera NEXUS ma viene fatto passare da una corsia non Trusted Traveller a Detroit potrebbe incorrere in problemi di conformità se il soggiorno negli USA supera un mese. Gli esperti consigliano di richiedere in anticipo un I-94 elettronico in caso di dubbi, dato che la tariffa di 6 dollari è molto più economica delle possibili multe.
Le aziende con personale canadese che attraversa frequentemente il confine per riunioni dovrebbero aggiornare le loro checklist di viaggio e ricordare ai viaggiatori di documentare la corsia utilizzata. La normativa sottolinea anche il valore concreto dell’iscrizione a NEXUS oltre alla riduzione delle code. Poiché l’ingresso tramite corsia NEXUS ora equivale alla registrazione degli stranieri, gli snowbird possono confermare il loro status semplicemente conservando la ricevuta email del CBP relativa al loro passaggio Trusted Traveller.
Con l’aumento previsto del traffico alle frontiere terrestri durante le festività del Ringraziamento e del Natale, questa chiarificazione potrebbe incrementare ulteriormente la domanda di NEXUS — una buona notizia per Ottawa e Washington, che nell’ultimo anno hanno ampliato la capacità di iscrizione congiunta. Per i professionisti della mobilità, le azioni immediate sono chiare: verificare come i dipendenti intendono entrare negli Stati Uniti; ricordare che conta solo il *processamento* Trusted Traveller; e rinnovare o richiedere per tempo l’iscrizione a NEXUS, visto che le attese per le interviste nei principali centri di iscrizione si stanno già prolungando fino al 2027. Prendere queste precauzioni ora potrebbe evitare ai viaggiatori — e alle loro aziende — spiacevoli sorprese al confine o, peggio, problemi durante un lungo incarico negli Stati Uniti.
Fonte: Money.ca