
Diverse migliaia di manifestanti hanno sfilato nel centro di Berna il 26 settembre 2026 sotto lo slogan “Nessun confine tra noi”, chiedendo pari diritti per tutti i residenti, indipendentemente da passaporto o status. La manifestazione, organizzata dall’ONG Solidarité sans Frontières insieme a sindacati e gruppi della società civile, si è conclusa al Bundesplatz davanti al Palazzo Federale. I relatori hanno criticato tre progetti politici attuali: la prossima “Strategia Asilo 2027” del governo, l’iniziativa di destra del Partito Popolare Svizzero (SVP) per introdurre controlli sistematici alle frontiere, e il rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo dell’UE, di cui la Svizzera intende adottare alcune parti. Hanno avvertito che l’effetto combinato porterà a più detenzioni, espulsioni più rapide e meno possibilità di regolarizzazione. Pur essendo in gran parte simbolica, la protesta segnala una crescente resistenza interna a misure che il mondo imprenditoriale considera necessarie per salvaguardare l’adesione a Schengen. I responsabili delle relazioni aziendali sottolineano che un dibattito politicizzato sull’asilo può influenzare la narrazione più ampia sull’immigrazione, condizionando l’atteggiamento degli elettori verso le quote di lavoro e i permessi di soggiorno per trasferimenti intra-aziendali. L’Ufficio federale di polizia ha segnalato nessun incidente grave; i trasporti pubblici hanno funzionato normalmente, sebbene le linee del tram intorno alla città vecchia siano state temporaneamente deviate. Gli osservatori ritengono che l’affluenza pacifica sarà probabilmente citata da entrambe le parti in vista del referendum previsto per il 2027 sull’iniziativa Grenzschutz, come prova di un diffuso malcontento o della possibilità di esprimere dissenso senza disturbare l’ordine pubblico. Per il personale globalmente mobile già in Svizzera la manifestazione non ha effetti legali immediati, ma i dipartimenti HR dovrebbero monitorare il calendario politico: se l’iniziativa dovesse prendere piede, i controlli sistematici alle frontiere potrebbero tornare, allungando i tempi di arrivo negli aeroporti di Zurigo e Ginevra e mettendo a rischio la deroga automatica al visto Schengen su cui molti viaggiatori d’affari fanno affidamento.
Fonte: Radio Central
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