
Migliaia di persone sono attese oggi pomeriggio alla Schützenmatte di Berna per la manifestazione “Zwischen uns keine Grenzen!” (Nessun confine tra noi). Il raduno, organizzato dalla federazione sindacale Unia insieme a Solidarité sans frontières e a più di una dozzina di associazioni della società civile, si svolge a un giorno dal voto nazionale svizzero su diverse iniziative popolari e meno di un mese dopo che il Consiglio federale ha consigliato al Parlamento di respingere l’iniziativa “Grenzschutzinitiative” dal taglio duro.
Gli organizzatori spiegano che la marcia vuole mettere in luce quella che considerano una crescente criminalizzazione dei richiedenti asilo e dei migranti senza documenti. La loro piattaforma chiede la fine immediata delle espulsioni, la chiusura dei centri di detenzione e un percorso per regolarizzare la posizione dei residenti di lungo periodo senza permesso.
“La libertà di movimento è un diritto fondamentale,” ha dichiarato la segretaria di Unia, Sarah Lutz, sottolineando che molti settori dell’economia svizzera — dall’edilizia all’ospitalità fino all’assistenza — “non potrebbero funzionare senza il lavoro dei migranti.”
La manifestazione pone inoltre al centro del dibattito sull’integrazione l’accesso delle donne al lavoro e all’istruzione, richiamando l’attenzione sull’importanza di rimuovere le barriere di genere, come evidenziato anche dal nuovo Programma d’integrazione del Consiglio federale (KIP 4).
I relatori ricorderanno alla folla che il 77% degli stranieri residenti è attivo economicamente, una delle percentuali più alte nell’OCSE, ma molti devono ancora affrontare ostacoli come la barriera linguistica, il riconoscimento delle qualifiche e la precarietà dello status di soggiorno.
Per i datori di lavoro che dipendono da talenti extra-UE/AELE, la protesta rappresenta un monito tempestivo: i cambiamenti politici possono modificare rapidamente il quadro normativo. Un regime di espulsioni più severo o una maggiore capacità di detenzione potrebbero allungare i tempi di gestione e aumentare i rischi reputazionali per le aziende che sponsorizzano permessi di soggiorno.
I responsabili della mobilità sono quindi invitati a seguire con attenzione gli sviluppi legislativi mentre il Parlamento discuterà le controparti all’iniziativa Grenzschutzinitiative nel corso di questo autunno.
La polizia di Berna ha autorizzato la marcia e prevede deviazioni temporanee del traffico nel centro città dalle 13:30 alle 17:00. I pendolari transfrontalieri in arrivo in treno dovrebbero considerare possibili ritardi intorno alla stazione principale di Berna; non sono previste chiusure di confine, ma le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) raccomandano di prevedere tempi supplementari.
Gli organizzatori spiegano che la marcia vuole mettere in luce quella che considerano una crescente criminalizzazione dei richiedenti asilo e dei migranti senza documenti. La loro piattaforma chiede la fine immediata delle espulsioni, la chiusura dei centri di detenzione e un percorso per regolarizzare la posizione dei residenti di lungo periodo senza permesso.
“La libertà di movimento è un diritto fondamentale,” ha dichiarato la segretaria di Unia, Sarah Lutz, sottolineando che molti settori dell’economia svizzera — dall’edilizia all’ospitalità fino all’assistenza — “non potrebbero funzionare senza il lavoro dei migranti.”
La manifestazione pone inoltre al centro del dibattito sull’integrazione l’accesso delle donne al lavoro e all’istruzione, richiamando l’attenzione sull’importanza di rimuovere le barriere di genere, come evidenziato anche dal nuovo Programma d’integrazione del Consiglio federale (KIP 4).
I relatori ricorderanno alla folla che il 77% degli stranieri residenti è attivo economicamente, una delle percentuali più alte nell’OCSE, ma molti devono ancora affrontare ostacoli come la barriera linguistica, il riconoscimento delle qualifiche e la precarietà dello status di soggiorno.
Per i datori di lavoro che dipendono da talenti extra-UE/AELE, la protesta rappresenta un monito tempestivo: i cambiamenti politici possono modificare rapidamente il quadro normativo. Un regime di espulsioni più severo o una maggiore capacità di detenzione potrebbero allungare i tempi di gestione e aumentare i rischi reputazionali per le aziende che sponsorizzano permessi di soggiorno.
I responsabili della mobilità sono quindi invitati a seguire con attenzione gli sviluppi legislativi mentre il Parlamento discuterà le controparti all’iniziativa Grenzschutzinitiative nel corso di questo autunno.
La polizia di Berna ha autorizzato la marcia e prevede deviazioni temporanee del traffico nel centro città dalle 13:30 alle 17:00. I pendolari transfrontalieri in arrivo in treno dovrebbero considerare possibili ritardi intorno alla stazione principale di Berna; non sono previste chiusure di confine, ma le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) raccomandano di prevedere tempi supplementari.
Fonte: Unia
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