
Uno strumento legislativo registrato il 1° ottobre — il Migration (Student Visa Applications to Be Made from outside Australia) Instrument 2026 — obbligherà i titolari di oltre una dozzina di sottocategorie di visti temporanei, tra cui Working Holiday, Training e Temporary Skill Shortage, a lasciare l’Australia prima di poter richiedere un visto per studenti (sottoclasse 500). La misura entrerà in vigore il giorno successivo alla registrazione, non appena saranno attive le normative complementari sulla “Riforma del visto per studenti”. Le autorità spiegano che il cambiamento mira a contrastare il fenomeno del “visa hopping” interno, in cui le persone utilizzano successivi visti per studenti per prolungare la permanenza senza svolgere studi autentici. Lo strumento abroga inoltre una regola precedente che elencava i visti che semplicemente impedivano la presentazione della domanda dall’interno del Paese, sostituendola con un approccio più ampio basato sulla categoria di persone interessate. Gli agenti educativi segnalano che l’obbligo di presentare la domanda dall’estero potrebbe allungare i tempi di elaborazione di alcune settimane e aumentare i costi per gli studenti potenziali, che dovranno considerare anche le spese di viaggio internazionale. Le istituzioni che fanno affidamento sui trasferimenti last-minute dall’interno del Paese — come i college di lingua inglese — potrebbero registrare un calo delle iscrizioni nel breve termine. I datori di lavoro che sponsorizzano personale con visti temporanei dovrebbero avvisare i familiari a carico che intendono studiare che dovranno presentare la domanda dall’estero.