
Il governo ha pubblicato il Decreto-Legge 170/2026 (Gazzetta Ufficiale, 30 settembre) che introduce una serie di misure per favorire l’integrazione degli studenti stranieri e supportare l’anno scolastico 2026/27. A partire dal 2027/28, nelle classi prime della scuola primaria e secondaria la quota di alunni stranieri neoarrivati non potrà superare il 30% delle iscrizioni; gli uffici scolastici locali avranno il potere di riorganizzare le iscrizioni tra scuole vicine per rispettare questo limite.
Il decreto impone inoltre ai genitori con conoscenze limitate della lingua italiana, che ostacolano il dialogo con gli insegnanti, di frequentare gratuitamente corsi di italiano di livello A2 presso i centri provinciali per l’istruzione degli adulti. La mancata partecipazione, dopo un richiamo formale, potrà comportare sanzioni amministrative. È inoltre vietato l’uso di dispositivi di copertura del volto che impediscano l’identificazione durante le attività scolastiche, salvo motivazioni mediche certificate.
Per le aziende multinazionali che trasferiscono personale in Italia, le nuove norme comportano implicazioni pratiche. Le famiglie che si trasferiscono a metà anno potrebbero trovare le scuole preferite già al completo una volta raggiunta la soglia del 30%, soprattutto nei quartieri delle grandi città con alta concentrazione di espatriati. I team dedicati alla mobilità dovrebbero avviare tempestivamente le procedure di iscrizione e prevedere eventuali costi per il trasporto verso scuole fuori dal proprio ambito territoriale.
L’obbligo di frequentare i corsi di lingua riguarda anche i coniugi accompagnatori che intendono lavorare; completare i corsi potrebbe accelerare la loro integrazione e migliorare le opportunità occupazionali. I datori di lavoro sono invitati a valutare la possibilità di sponsorizzare lezioni di italiano in loco o collaborare con enti accreditati per facilitare l’adempimento di questi obblighi da parte dei dipendenti trasferiti.
Il decreto è ora in fase di conversione parlamentare e potrà essere modificato entro 60 giorni. Si invitano le parti interessate a presentare osservazioni tramite il portale di consultazione pubblica della Camera dei Deputati.
Il decreto impone inoltre ai genitori con conoscenze limitate della lingua italiana, che ostacolano il dialogo con gli insegnanti, di frequentare gratuitamente corsi di italiano di livello A2 presso i centri provinciali per l’istruzione degli adulti. La mancata partecipazione, dopo un richiamo formale, potrà comportare sanzioni amministrative. È inoltre vietato l’uso di dispositivi di copertura del volto che impediscano l’identificazione durante le attività scolastiche, salvo motivazioni mediche certificate.
Per le aziende multinazionali che trasferiscono personale in Italia, le nuove norme comportano implicazioni pratiche. Le famiglie che si trasferiscono a metà anno potrebbero trovare le scuole preferite già al completo una volta raggiunta la soglia del 30%, soprattutto nei quartieri delle grandi città con alta concentrazione di espatriati. I team dedicati alla mobilità dovrebbero avviare tempestivamente le procedure di iscrizione e prevedere eventuali costi per il trasporto verso scuole fuori dal proprio ambito territoriale.
L’obbligo di frequentare i corsi di lingua riguarda anche i coniugi accompagnatori che intendono lavorare; completare i corsi potrebbe accelerare la loro integrazione e migliorare le opportunità occupazionali. I datori di lavoro sono invitati a valutare la possibilità di sponsorizzare lezioni di italiano in loco o collaborare con enti accreditati per facilitare l’adempimento di questi obblighi da parte dei dipendenti trasferiti.
Il decreto è ora in fase di conversione parlamentare e potrà essere modificato entro 60 giorni. Si invitano le parti interessate a presentare osservazioni tramite il portale di consultazione pubblica della Camera dei Deputati.
Fonte: Integrazione Migranti
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