
Con il tasso di disoccupazione in aumento al 4,6% e l'accessibilità abitativa in peggioramento, entrambi i fronti della politica australiana si affrettano a promettere una riduzione dei numeri di immigrazione. Un'analisi dettagliata pubblicata questa mattina dall’outlet economico The Economy evidenzia che la Coalizione Liberale-Nazionale dell’opposizione ha promesso di tagliare la migrazione netta annua dall’estero (NOM) a 100.000 nei primi due anni, se eletta nel 2028—meno della metà dell’attuale livello—e di abolire il popolare visto Temporary Graduate. Il governo Labor propone invece tagli più contenuti, puntando a un NOM di 245.000 nel 2026-27 e 225.000 nel 2027-28, insieme a nuovi limiti per i familiari accompagnatori dei titolari di visto studentesco e a un sistema a sorteggio per i visti Working Holiday di secondo e terzo anno. Il ministro degli Interni Tony Burke sostiene che queste misure sono necessarie per alleviare la pressione sulle infrastrutture e sull’offerta abitativa, pur tutelando i flussi di competenze critiche in sanità e edilizia. Le associazioni imprenditoriali lanciano l’allarme. L’Australian Industry Group avverte che riduzioni generalizzate potrebbero privare i progetti di elettricisti, infermieri e operatori per l’assistenza agli anziani proprio mentre si intensifica la spinta nazionale alla costruzione di abitazioni. Nel frattempo, Universities Australia sottolinea che abolire i diritti di lavoro post-studio costerebbe miliardi al settore e scoraggerebbe studenti internazionali di alto livello. Per i team di mobilità globale, l’incertezza politica sta già influenzando la pianificazione delle assegnazioni. Diverse multinazionali stanno accelerando le richieste per i visti a breve termine della serie 400 per specialisti tecnici, temendo che futuri limiti possano restringere i percorsi a lungo termine. Altre stanno esplorando soluzioni di lavoro da remoto in hub vicini come Singapore o Kuala Lumpur per tutelarsi contro regole d’ingresso australiane più rigide. Sebbene un cambiamento legislativo sia improbabile prima del ciclo di bilancio 2027-28, gli analisti sottolineano che la sola retorica potrebbe già influenzare i tassi di concessione dei visti nel frattempo, con gli ufficiali che adottano un approccio più prudente. Le aziende sono quindi invitate a presentare le candidature per tempo, includere indennità abitative nei pacchetti e monitorare le sedute parlamentari per eventuali disegni di legge abilitanti.
Fonte: The Economy
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