
La Svizzera ha concluso il 9 ottobre quattro giorni di grandi esercitazioni di protezione civile ospitando EU MODEX Switzerland 2026, un’esercitazione organizzata nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea. Circa 500 soccorritori — metà provenienti da Italia, Grecia, Bulgaria, Croazia, Belgio e Armenia — hanno simulato un terremoto di magnitudo 7.0 che ha devastato i cantoni di Ginevra, Vaud e Friburgo, richiedendo un intervento internazionale urgente. Lo scenario ha previsto un rapido dispiegamento internazionale: squadre di ricerca e soccorso urbano, moduli medici e unità logistiche hanno attraversato più confini via terra e aria per raggiungere i principali siti dell’esercitazione a Épeisses, nel centro di Ginevra e alla base aerea militare di Payerne. Le autorità svizzere, guidate dall’Ufficio federale di polizia (fedpol) e dall’Ufficio federale della protezione civile, hanno coordinato le procedure doganali, le formalità di immigrazione e i trasporti successivi — test fondamentali per il regime di frontiera svizzero, allineato a Schengen ma non appartenente all’UE. Le operazioni notturne, le strutture di comando multilingue e la condivisione delle informazioni in tempo reale sono stati punti chiave di valutazione. Gli organizzatori hanno sottolineato l’interoperabilità fluida tra i controlli d’identità, i registri delle attrezzature e i database del personale tra il Sistema svizzero di Entrata/Uscita (che sarà pienamente operativo nel 2026) e le piattaforme UE. L’esercitazione segue le lezioni apprese dall’incendio al nightclub di Crans-Montana del primo gennaio 2026, quando il supporto medico internazionale si è rivelato salvavita. Per i responsabili della sicurezza aziendale e della mobilità, l’esercitazione dimostra la capacità della Svizzera di mantenere aperte le frontiere per il traffico prioritario anche in una crisi grave — fondamentale per le aziende con personale espatriato o catene di approvvigionamento critiche. Evidenzia inoltre l’importanza crescente degli strumenti di pre-notifica e del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali (ad esempio paramedici, ingegneri) per un rapido accesso. Le autorità svizzere hanno definito l’esercitazione una prova che i piccoli Paesi senza sbocco sul mare possono fungere da hub logistici efficaci durante emergenze paneuropee, a patto che i database di immigrazione, dogane e polizia siano interoperabili. Le aziende dovrebbero assicurarsi che i profili dei viaggiatori e i contratti di risposta alle emergenze siano allineati con le nuove procedure digitali di Entrata/Uscita che fedpol introdurrà gradualmente il prossimo anno.
Fonte: fedpol press release
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