
I viaggiatori d'affari che attraversano il confine franco-svizzero in auto o in treno devono prepararsi a ulteriori sei mesi di controlli passaporti. Secondo l'elenco aggiornato dalla Commissione Europea sui controlli temporanei in Schengen, Parigi ha informato Bruxelles che prolungherà i controlli alle frontiere interne dal 1° novembre 2026 al 30 aprile 2027. La misura riguarda tutte le frontiere terrestri, aeree e marittime francesi, includendo esplicitamente il confine terrestre con la Confederazione Svizzera.
La Francia ha reintrodotto i controlli sistematici nel 2015, dopo gli attentati terroristici a Parigi, rinnovandoli ogni sei mesi da allora. L’ultima motivazione cita una “persistente minaccia grave all’ordine pubblico e alla sicurezza interna”, l’aumento della violenza antisemita, le reti di traffico di migranti e grandi eventi come il Paris Peace Forum di novembre.
I viaggiatori devono quindi aspettarsi controlli a campione sui documenti d’identità, ispezioni dei veicoli e code più lunghe ai valichi stradali, così come alle stazioni ferroviarie di Ginevra Cornavin e Basilea SBB. Per le aziende che spostano personale o merci tra Francia e Svizzera, la decisione si traduce in tempi di consegna più lunghi, costi maggiori per i trasferimenti transfrontalieri e possibili ritardi nelle linee di produzione just-in-time.
I team HR e mobility dovrebbero ricordare ai dipendenti di portare con sé passaporto o carta d’identità nazionale, evitando di affidarsi solo alla patente di guida. Le imprese che utilizzano il sistema dei frontalieri franco-svizzeri potrebbero valutare orari di lavoro flessibili o giornate di smart working il lunedì e il venerdì, quando le code sono più intense.
Gli esperti legali non prevedono che i controlli compromettano il diritto di libera circolazione di cittadini UE e svizzeri, ma avvertono che i titolari di visti Schengen potrebbero essere sottoposti a interrogatori più approfonditi. L’Ufficio federale svizzero della dogana e della sicurezza di confine (FOCBS) ha dichiarato di coordinarsi strettamente con le autorità francesi per mantenere fluido il traffico merci ed evitare ingorghi sulle autostrade A1 e A35.
Guardando al futuro, la proroga coincide con il previsto lancio completo del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE a maggio 2027. A meno che la Francia non sospenda prima i controlli, i viaggiatori potrebbero affrontare una doppia procedura la prossima primavera: una registrazione biometrica EES seguita da un’ispezione della polizia francese.
I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare gli aggiornamenti della Commissione, pubblicati circa ogni due settimane.
La Francia ha reintrodotto i controlli sistematici nel 2015, dopo gli attentati terroristici a Parigi, rinnovandoli ogni sei mesi da allora. L’ultima motivazione cita una “persistente minaccia grave all’ordine pubblico e alla sicurezza interna”, l’aumento della violenza antisemita, le reti di traffico di migranti e grandi eventi come il Paris Peace Forum di novembre.
I viaggiatori devono quindi aspettarsi controlli a campione sui documenti d’identità, ispezioni dei veicoli e code più lunghe ai valichi stradali, così come alle stazioni ferroviarie di Ginevra Cornavin e Basilea SBB. Per le aziende che spostano personale o merci tra Francia e Svizzera, la decisione si traduce in tempi di consegna più lunghi, costi maggiori per i trasferimenti transfrontalieri e possibili ritardi nelle linee di produzione just-in-time.
I team HR e mobility dovrebbero ricordare ai dipendenti di portare con sé passaporto o carta d’identità nazionale, evitando di affidarsi solo alla patente di guida. Le imprese che utilizzano il sistema dei frontalieri franco-svizzeri potrebbero valutare orari di lavoro flessibili o giornate di smart working il lunedì e il venerdì, quando le code sono più intense.
Gli esperti legali non prevedono che i controlli compromettano il diritto di libera circolazione di cittadini UE e svizzeri, ma avvertono che i titolari di visti Schengen potrebbero essere sottoposti a interrogatori più approfonditi. L’Ufficio federale svizzero della dogana e della sicurezza di confine (FOCBS) ha dichiarato di coordinarsi strettamente con le autorità francesi per mantenere fluido il traffico merci ed evitare ingorghi sulle autostrade A1 e A35.
Guardando al futuro, la proroga coincide con il previsto lancio completo del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE a maggio 2027. A meno che la Francia non sospenda prima i controlli, i viaggiatori potrebbero affrontare una doppia procedura la prossima primavera: una registrazione biometrica EES seguita da un’ispezione della polizia francese.
I responsabili della mobilità sono invitati a monitorare gli aggiornamenti della Commissione, pubblicati circa ogni due settimane.
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