
Documenti interni ottenuti dal Guardian rivelano un aumento di accoltellamenti, overdose e incendi all’interno della rete di detenzione per immigrati in Australia, spingendo l’ente federale per la sicurezza sul lavoro Comcare a minacciare azioni legali contro il Dipartimento degli Affari Interni. Rapporti datati 9 ottobre 2026 segnalano otto incendi nel Centro di Detenzione per Immigrati di Villawood a Sydney tra febbraio e maggio, oltre a una violenta rissa al centro di Melbourne il 18 agosto che ha causato il ricovero in ospedale di sei detenuti con ferite da arma improvvisata. Le strutture sono gestite dal contractor statunitense Management & Training Corporation (MTC) e dalla sua controllata locale Secure Journeys, nell’ambito di un contratto da 2,3 miliardi di dollari australiani assegnato nel 2024. Nonostante precedenti avvisi di “show-cause” e sanzioni finanziarie, Comcare ritiene ora che il dipartimento stia violando la Sezione 19 del Work Health and Safety Act, non controllando adeguatamente i rischi legati a violenza, aggressioni, sostanze illecite e incendi. Gli avvisi di miglioramento dell’ente regolatore mettono in guardia su responsabilità legali continue se i pericoli non verranno mitigati. Per i team di mobilità e trasferimento, queste evidenze sono cruciali: le aziende utilizzano regolarmente le statistiche dei centri di detenzione per valutare i rischi di responsabilità verso i dipendenti il cui visto scade o viene cancellato. Un controllo più rigoroso delle condizioni di detenzione potrebbe accelerare i piani di Canberra per ridurre il numero di detenuti e ampliare le opzioni di collocamento nella comunità, cambiando così le modalità di espulsione per i lavoratori stranieri non conformi. Nel breve termine, lo scandalo aumenta la pressione politica sul Ministro degli Affari Interni Tony Burke, già sotto accusa per i ritardi nell’elaborazione dei visti e le riforme sull’integrità dei visti per studenti. I sindacati che rappresentano il personale dei centri di detenzione denunciano una cronica carenza di personale che aggrava le falle nella sicurezza, mentre gli attivisti per i diritti umani sostengono che gli incidenti dimostrano come la detenzione a tempo indeterminato sia “insicura per sua natura”. I gruppi imprenditoriali temono che un cambio di rotta improvviso — come il rilascio su larga scala nella comunità — possa innescare regimi di sanzioni più severi per i datori di lavoro, volti a scoraggiare i lavoratori irregolari. Comcare ha fissato al Dipartimento degli Affari Interni un termine breve per dimostrare controlli efficaci sui rischi. Il mancato rispetto potrebbe portare a procedimenti penali, ulteriori sanzioni contrattuali per MTC e nuove richieste di rinazionalizzazione della rete di detenzione, un’ulteriore variabile in un panorama dell’applicazione delle politiche migratorie australiane già molto fluido.
Fonte: The Guardian
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