
Il leader dell'opposizione Angus Taylor ha cercato di rassicurare le comunità migranti australiane il 10 ottobre, difendendo il piano della Coalizione di ridurre drasticamente la migrazione netta dall’estero, respingendo al contempo le richieste di One Nation di una “monocultura”. Durante un briefing online con giornalisti etnici e multiculturali, Taylor ha ribadito il suo impegno a limitare il Numero Netto di Migrazione (NOM) a 100.000 per due anni — rispetto alle 245.000 previste dal governo — attraverso una forte riduzione dei visti temporanei, regole più rigide per gli studenti internazionali e un minor numero di ingressi umanitari. Taylor ha sottolineato che una migrazione controllata è fondamentale per mantenere la fiducia pubblica e la coesione sociale. “Siamo, e resteremo, una nazione di migranti, ma la migrazione deve servire l’interesse nazionale,” ha affermato. “Discrimineremo sui valori, non sulla razza.”
Queste dichiarazioni arrivano mentre One Nation intensifica la pressione sulla Coalizione negli elettorati regionali, collegando l’alta migrazione alla carenza di abitazioni; i sondaggi indicano che il partito di Pauline Hanson sta sottraendo voti all’ala destra della Coalizione. I dettagli della politica diffusi la scorsa settimana prevedono l’eliminazione di 650.000 visti temporanei — inclusi molti visti per laureati e visti ponte — nell’arco di quattro anni, con esenzioni per operatori sanitari e assistenza agli anziani. Università, settore immobiliare e associazioni imprenditoriali avvertono che limiti rigidi ai visti rischiano di frenare la crescita economica.
Il ricercatore sulla migrazione Alan Gamlen ha dichiarato al forum che la crisi abitativa “non può essere risolta con un numero arbitrario” e ha esortato la Coalizione a concentrarsi sulla composizione dei visti piuttosto che su tagli indiscriminati. Per i responsabili della mobilità globale, questa mossa politica segnala che le regole sui visti potrebbero cambiare drasticamente se la Coalizione vincesse le elezioni del 2028. Le aziende che dipendono da laureati stranieri e talenti temporanei dovrebbero prepararsi a scenari con limiti più severi, tempi di elaborazione più lunghi e controlli più rigorosi sul mercato del lavoro nel medio termine. Al contrario, le professioni critiche nei settori dell’edilizia e della sanità potrebbero beneficiare di nuove procedure accelerate, se le esenzioni proposte da Taylor supereranno la consultazione con le parti interessate.
Taylor non ha fornito nuove stime sui costi della proposta, dopo le notizie secondo cui l’Ufficio Parlamentare di Bilancio non ha ancora modellato completamente l’impatto fiscale. Ha però confermato che la Coalizione consulterà le imprese sulla semplificazione dei visti per lavoratori qualificati “nei primi 100 giorni” di un futuro governo. Fino ad allora, i datori di lavoro dovranno affrontare almeno 18 mesi di incertezza politica, mentre i principali partiti si contendono il primato nel mostrarsi più duri sulla migrazione.
Queste dichiarazioni arrivano mentre One Nation intensifica la pressione sulla Coalizione negli elettorati regionali, collegando l’alta migrazione alla carenza di abitazioni; i sondaggi indicano che il partito di Pauline Hanson sta sottraendo voti all’ala destra della Coalizione. I dettagli della politica diffusi la scorsa settimana prevedono l’eliminazione di 650.000 visti temporanei — inclusi molti visti per laureati e visti ponte — nell’arco di quattro anni, con esenzioni per operatori sanitari e assistenza agli anziani. Università, settore immobiliare e associazioni imprenditoriali avvertono che limiti rigidi ai visti rischiano di frenare la crescita economica.
Il ricercatore sulla migrazione Alan Gamlen ha dichiarato al forum che la crisi abitativa “non può essere risolta con un numero arbitrario” e ha esortato la Coalizione a concentrarsi sulla composizione dei visti piuttosto che su tagli indiscriminati. Per i responsabili della mobilità globale, questa mossa politica segnala che le regole sui visti potrebbero cambiare drasticamente se la Coalizione vincesse le elezioni del 2028. Le aziende che dipendono da laureati stranieri e talenti temporanei dovrebbero prepararsi a scenari con limiti più severi, tempi di elaborazione più lunghi e controlli più rigorosi sul mercato del lavoro nel medio termine. Al contrario, le professioni critiche nei settori dell’edilizia e della sanità potrebbero beneficiare di nuove procedure accelerate, se le esenzioni proposte da Taylor supereranno la consultazione con le parti interessate.
Taylor non ha fornito nuove stime sui costi della proposta, dopo le notizie secondo cui l’Ufficio Parlamentare di Bilancio non ha ancora modellato completamente l’impatto fiscale. Ha però confermato che la Coalizione consulterà le imprese sulla semplificazione dei visti per lavoratori qualificati “nei primi 100 giorni” di un futuro governo. Fino ad allora, i datori di lavoro dovranno affrontare almeno 18 mesi di incertezza politica, mentre i principali partiti si contendono il primato nel mostrarsi più duri sulla migrazione.
Fonte: South Asia Times
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