
Il Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti (MoFA) ha aggiornato il suo bollettino di viaggio online il 12 ottobre, ricordando ai cittadini emiratini che tutti gli Stati membri dell’Unione Europea stanno attivando questa settimana il tanto atteso Sistema di Entrata/Uscita (EES). Il nuovo sistema sostituisce i timbri sul passaporto con scansioni biometriche e monitora automaticamente il limite di permanenza di 90 giorni nell’area Schengen.
Con l’EES, i cittadini degli Emirati che accedono senza visto all’area Schengen avranno impronte digitali e immagini facciali rilevate al primo punto di ingresso; i successivi ingressi entro un periodo di 180 giorni saranno verificati in pochi secondi tramite il database. Il processo è pensato per ridurre i tempi di attesa, ma i primi test in Portogallo e Spagna hanno segnalato rallentamenti mentre i viaggiatori si abituano ai chioschi self-service.
Il MoFA consiglia di arrivare negli aeroporti UE con anticipo, assicurarsi che il passaporto abbia almeno sei mesi di validità e avere a portata di mano la prova di alloggio o del viaggio di ritorno. Il ministero ricorda inoltre che alcuni Stati UE richiedono ancora un’assicurazione sanitaria di viaggio, nonostante l’ingresso senza visto.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’EES significa che i soggiorni oltre il limite saranno segnalati automaticamente, riducendo la possibilità di viaggi d’affari “a rimbalzo” che prima eludevano i controlli manuali. I datori di lavoro dovrebbero monitorare i giorni trascorsi in Schengen dai viaggiatori frequenti per evitare multe o divieti di ingresso futuri.
Sebbene l’EES sia un programma UE, l’avviso proattivo degli Emirati sottolinea l’impegno del Paese a tutelare i privilegi di viaggio dei suoi cittadini, attualmente al 13° posto nel mondo per accesso senza visto.
Con l’EES, i cittadini degli Emirati che accedono senza visto all’area Schengen avranno impronte digitali e immagini facciali rilevate al primo punto di ingresso; i successivi ingressi entro un periodo di 180 giorni saranno verificati in pochi secondi tramite il database. Il processo è pensato per ridurre i tempi di attesa, ma i primi test in Portogallo e Spagna hanno segnalato rallentamenti mentre i viaggiatori si abituano ai chioschi self-service.
Il MoFA consiglia di arrivare negli aeroporti UE con anticipo, assicurarsi che il passaporto abbia almeno sei mesi di validità e avere a portata di mano la prova di alloggio o del viaggio di ritorno. Il ministero ricorda inoltre che alcuni Stati UE richiedono ancora un’assicurazione sanitaria di viaggio, nonostante l’ingresso senza visto.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’EES significa che i soggiorni oltre il limite saranno segnalati automaticamente, riducendo la possibilità di viaggi d’affari “a rimbalzo” che prima eludevano i controlli manuali. I datori di lavoro dovrebbero monitorare i giorni trascorsi in Schengen dai viaggiatori frequenti per evitare multe o divieti di ingresso futuri.
Sebbene l’EES sia un programma UE, l’avviso proattivo degli Emirati sottolinea l’impegno del Paese a tutelare i privilegi di viaggio dei suoi cittadini, attualmente al 13° posto nel mondo per accesso senza visto.
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