
I viaggiatori negli Emirati Arabi Uniti hanno subito un improvviso sconvolgimento nei loro programmi lunedì, dopo che Emirates, Etihad Airways, flydubai e Air Arabia hanno cancellato numerosi voli verso Riyadh, Dammam, Jeddah e altri aeroporti sauditi. Le cancellazioni seguono una serie di attacchi missilistici e con droni da parte degli Houthi che nel fine settimana hanno danneggiato l’Aeroporto Internazionale Re Khalid, causando almeno 12 vittime e costringendo l’autorità saudita a sospendere le operazioni per valutazioni di sicurezza.
I dati della società di analisi Cirium mostrano che 353 dei 354 voli programmati in partenza da Riyadh domenica sono stati cancellati, mentre oltre 600 servizi in tutto il regno sono stati sospesi o non sono decollati. Le compagnie aeree degli Emirati hanno esteso la sospensione almeno fino al 14 ottobre, avvertendo che ulteriori modifiche potrebbero essere necessarie se la situazione di sicurezza peggiorasse.
I passeggeri con voli interessati possono usufruire di riprotezioni, rimborsi o cambi gratuiti di data, ma le compagnie raccomandano di verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto. Il disagio si sta estendendo all’intera rete del Golfo: Etihad ha cancellato i voli Abu Dhabi-Jeddah e Abu Dhabi-Dammam; Emirates ha sospeso numerosi voli Dubai-Dammam e Dubai-Medina; flydubai ha annullato tutti i voli Dubai-Riyadh per due giorni; e Air Arabia ha fermato i collegamenti da Sharjah verso Abha, Qassim e Taif. Anche gli operatori cargo stanno rivedendo le rotte, mentre le assicurazioni ricalcolano i premi per i rischi di guerra sui sorvoli dello spazio aereo saudita.
Oltre agli incontri persi e ai ritardi nelle merci, l’episodio mette in luce la fragilità dei corridoi aerei regionali in un momento in cui gli hub del Golfo stanno cercando di rilanciare il traffico. I viaggiatori d’affari con programmi serrati sono invitati a prevedere tempi di riserva, mantenere prenotazioni alberghiere flessibili e monitorare i canali ufficiali delle compagnie aeree anziché app di terze parti. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero rivedere i protocolli di duty of care, assicurarsi che i dipendenti registrino i dettagli del viaggio e preparare rotte alternative via Kuwait, Bahrain o Oman in caso di prolungata chiusura saudita.
Sebbene gli Emirati Arabi Uniti rimangano aperti alle normali operazioni, le autorità dell’aviazione sono in stato di massima allerta. La General Civil Aviation Authority continua a coordinare le valutazioni del rischio con partner internazionali e sono attese ulteriori comunicazioni se gli attacchi dovessero estendersi oltre i confini sauditi. Per ora, il messaggio chiave per le aziende è che cambiamenti dell’ultimo minuto, tariffe aeree più alte e ripercussioni logistiche sono inevitabili quando un importante snodo del Golfo si blocca improvvisamente.
I dati della società di analisi Cirium mostrano che 353 dei 354 voli programmati in partenza da Riyadh domenica sono stati cancellati, mentre oltre 600 servizi in tutto il regno sono stati sospesi o non sono decollati. Le compagnie aeree degli Emirati hanno esteso la sospensione almeno fino al 14 ottobre, avvertendo che ulteriori modifiche potrebbero essere necessarie se la situazione di sicurezza peggiorasse.
I passeggeri con voli interessati possono usufruire di riprotezioni, rimborsi o cambi gratuiti di data, ma le compagnie raccomandano di verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto. Il disagio si sta estendendo all’intera rete del Golfo: Etihad ha cancellato i voli Abu Dhabi-Jeddah e Abu Dhabi-Dammam; Emirates ha sospeso numerosi voli Dubai-Dammam e Dubai-Medina; flydubai ha annullato tutti i voli Dubai-Riyadh per due giorni; e Air Arabia ha fermato i collegamenti da Sharjah verso Abha, Qassim e Taif. Anche gli operatori cargo stanno rivedendo le rotte, mentre le assicurazioni ricalcolano i premi per i rischi di guerra sui sorvoli dello spazio aereo saudita.
Oltre agli incontri persi e ai ritardi nelle merci, l’episodio mette in luce la fragilità dei corridoi aerei regionali in un momento in cui gli hub del Golfo stanno cercando di rilanciare il traffico. I viaggiatori d’affari con programmi serrati sono invitati a prevedere tempi di riserva, mantenere prenotazioni alberghiere flessibili e monitorare i canali ufficiali delle compagnie aeree anziché app di terze parti. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero rivedere i protocolli di duty of care, assicurarsi che i dipendenti registrino i dettagli del viaggio e preparare rotte alternative via Kuwait, Bahrain o Oman in caso di prolungata chiusura saudita.
Sebbene gli Emirati Arabi Uniti rimangano aperti alle normali operazioni, le autorità dell’aviazione sono in stato di massima allerta. La General Civil Aviation Authority continua a coordinare le valutazioni del rischio con partner internazionali e sono attese ulteriori comunicazioni se gli attacchi dovessero estendersi oltre i confini sauditi. Per ora, il messaggio chiave per le aziende è che cambiamenti dell’ultimo minuto, tariffe aeree più alte e ripercussioni logistiche sono inevitabili quando un importante snodo del Golfo si blocca improvvisamente.
Fonte: Gulf News
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