
Durante una conferenza stampa a Berlino il 12 ottobre, il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha avvertito che il Paese si trova di fronte a una “guerra d’ombra” condotta tramite sabotaggi, attacchi informatici e disinformazione, una minaccia che supera quella della Guerra Fredda. Affiancato dal capo dei servizi di intelligence interni Sinan Selen, Dobrindt ha sostenuto che le operazioni ibride attribuite alla Russia mirano a destabilizzare la Germania e i suoi alleati, giustificando così l’ampliamento dei poteri dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) e il mantenimento di una rigorosa sicurezza alle frontiere. Le dichiarazioni arrivano due mesi dopo che le autorità hanno sventato un attacco con un drone carico di esplosivi in un aeroporto tedesco, episodio che gli investigatori collegano anch’esso ad attori russi. Secondo il BfV, i tentativi di infiltrazione nelle infrastrutture critiche sono aumentati sensibilmente dall’invasione su larga scala dell’Ucraina. Il disegno di legge di riforma del ministero, attualmente in discussione al parlamento, consentirebbe ai servizi di intelligence di adottare misure difensive attive nel cyberspazio e di collaborare più strettamente con la polizia ai valichi di frontiera e nei nodi di trasporto. Dal punto di vista della mobilità globale, il discorso indica che è probabile che rimangano in vigore controlli di sicurezza più rigorosi per i viaggiatori, soprattutto per chi arriva o transita da regioni considerate ad alto rischio. Le aziende che spostano personale dentro o fuori dalla Germania devono aspettarsi ispezioni secondarie più frequenti negli aeroporti e alle frontiere terrestri, assicurandosi che la documentazione e la storia dei viaggi dei dipendenti siano in perfetto ordine. Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione che l’ampliamento dei poteri dei servizi di intelligence possa rallentare il rilascio dei visti per i richiedenti soggetti a controlli di sicurezza, un processo già rallentato dal ripristino dei controlli interni alle frontiere. Dobrindt ha risposto che l’apertura economica dipende da un ambiente sicuro e ha promesso un incremento del personale nei consolati per evitare colli di bottiglia. Il ministero prevede di far approvare il pacchetto di riforme dal Bundestag prima della pausa invernale. Se adottata, la legge rappresenterebbe il più importante aggiornamento dell’architettura della sicurezza interna tedesca degli ultimi vent’anni e potrebbe integrare in modo più profondo la profilazione del rischio guidata dall’intelligence nei processi di immigrazione e gestione delle frontiere.