
Il Ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt (CSU) ha ufficialmente comunicato alla Commissione Europea che i controlli temporanei a tutti i confini terrestri della Germania saranno prorogati per altri sei mesi, spostando la scadenza a metà marzo 2027. La misura, introdotta per la prima volta il 16 settembre 2024 e già rinnovata tre volte, è stata giustificata dal ministero con il persistere della pressione sulle frontiere esterne dell’UE e un aumento della migrazione irregolare durante l’estate.
Secondo il Codice delle Frontiere Schengen, gli Stati membri possono reintrodurre i controlli solo in “circostanze eccezionali” e per periodi strettamente limitati. Le ripetute proroghe di Berlino hanno quindi suscitato dure critiche da Bruxelles. Il Commissario UE per la Migrazione, Magnus Brunner, ha ribadito il 12 ottobre che la misura mina il principio della libera circolazione nell’area Schengen e ha esortato la Germania a tornare alla normalità il prima possibile.
Per i viaggiatori d’affari, gli espatriati e i pendolari transfrontalieri, la decisione si traduce principalmente in tempi di viaggio più lunghi e nella necessità di portare sempre con sé passaporti o carte d’identità nazionali. Anche i cittadini non UE residenti in Germania devono avere a portata di mano il permesso di soggiorno (Aufenthaltstitel) per eventuali controlli a campione. I controlli sono più frequenti sull’A4 (Görlitz–Polonia), sull’A12 (Francoforte/Oder–Polonia), sull’A8 (Salzburg–Austria) e sui servizi ferroviari regionali che attraversano i confini austriaco e ceco.
Gli operatori logistici avvertono che la proroga potrebbe causare ritardi e costi imprevisti nelle catene di approvvigionamento just-in-time tra Germania e mercati limitrofi. Le Camere di Commercio tedesche (DIHK) invitano il governo a collaborare strettamente con dogane e polizia affinché i programmi di operatori economici autorizzati (AEO, CTP) possano continuare a utilizzare corsie preferenziali.
Sebbene i controlli di frontiera non incidano sulle normative di visto o soggiorno all’interno della Germania, evidenziano una crescente tensione tra le preoccupazioni di sicurezza nazionale e l’impegno dell’UE a mantenere aperte le frontiere interne. Le aziende con frequenti spostamenti transfrontalieri sono consigliate di informare i viaggiatori, prevedere tempi di margine extra e monitorare gli sviluppi politici in vista della prossima revisione prevista per marzo 2027.
Secondo il Codice delle Frontiere Schengen, gli Stati membri possono reintrodurre i controlli solo in “circostanze eccezionali” e per periodi strettamente limitati. Le ripetute proroghe di Berlino hanno quindi suscitato dure critiche da Bruxelles. Il Commissario UE per la Migrazione, Magnus Brunner, ha ribadito il 12 ottobre che la misura mina il principio della libera circolazione nell’area Schengen e ha esortato la Germania a tornare alla normalità il prima possibile.
Per i viaggiatori d’affari, gli espatriati e i pendolari transfrontalieri, la decisione si traduce principalmente in tempi di viaggio più lunghi e nella necessità di portare sempre con sé passaporti o carte d’identità nazionali. Anche i cittadini non UE residenti in Germania devono avere a portata di mano il permesso di soggiorno (Aufenthaltstitel) per eventuali controlli a campione. I controlli sono più frequenti sull’A4 (Görlitz–Polonia), sull’A12 (Francoforte/Oder–Polonia), sull’A8 (Salzburg–Austria) e sui servizi ferroviari regionali che attraversano i confini austriaco e ceco.
Gli operatori logistici avvertono che la proroga potrebbe causare ritardi e costi imprevisti nelle catene di approvvigionamento just-in-time tra Germania e mercati limitrofi. Le Camere di Commercio tedesche (DIHK) invitano il governo a collaborare strettamente con dogane e polizia affinché i programmi di operatori economici autorizzati (AEO, CTP) possano continuare a utilizzare corsie preferenziali.
Sebbene i controlli di frontiera non incidano sulle normative di visto o soggiorno all’interno della Germania, evidenziano una crescente tensione tra le preoccupazioni di sicurezza nazionale e l’impegno dell’UE a mantenere aperte le frontiere interne. Le aziende con frequenti spostamenti transfrontalieri sono consigliate di informare i viaggiatori, prevedere tempi di margine extra e monitorare gli sviluppi politici in vista della prossima revisione prevista per marzo 2027.
Fonte: The New German