
Il governo di coalizione austriaco ha approvato un pacchetto di misure sull’immigrazione che consente la deportazione immediata dei non cittadini condannati al termine della pena minima, eliminando la prassi attuale che prevede il trasferimento preliminare in detenzione pre-deportazione (Schubhaft). Il ministro dell’Interno Gerhard Karner ha annunciato la riforma dopo la 66ª riunione del gabinetto del 14 ottobre 2026, definendola “un pilastro centrale di una politica sull’asilo severa ma equa”. Le nuove norme autorizzano l’Ufficio federale per l’immigrazione e l’asilo (BFA) e il Ministero della Giustizia a emettere l’ordine di espulsione mentre il condannato è ancora in custodia. Le autorità carcerarie consegneranno direttamente l’individuo agli agenti di polizia che lo accompagneranno all’aeroporto o al confine terrestre senza passare da una struttura detentiva intermedia. Secondo Karner, nei primi nove mesi del 2026 l’Austria ha rimpatriato quasi 12.000 persone; circa la metà è partita volontariamente, mentre il resto è stato espulso con la forza. Attualmente vengono rimpatriati dieci criminali condannati al giorno, un numero che il governo punta ad aumentare con l’entrata in vigore della procedura diretta dal carcere. Il gabinetto ha inoltre approvato accordi che permettono ai cittadini UE di scontare le pene nei loro paesi d’origine e consentono ai giovani austriaci condannati di posticipare l’inizio della detenzione fino al completamento della formazione professionale. Queste misure, ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia Jörg Leichtfried, mirano ad alleviare il sovraffollamento cronico delle carceri — attualmente all’8% oltre la capienza — migliorando al contempo i risultati della riabilitazione. Per i responsabili della mobilità internazionale il cambiamento è rilevante: il personale in missione in Austria che commette reati gravi potrà ora essere rimpatriato immediatamente, con scarso preavviso per le aziende per organizzare la logistica del rimpatrio o le questioni salariali pendenti. Al contrario, le imprese potrebbero beneficiare di una riduzione moderata dei ritardi giudiziari e dei costi di detenzione nelle procedure di rimpatrio forzato. La politica invia inoltre un segnale all’intera area Schengen: Vienna intende mantenere alta la pressione politica sull’immigrazione irregolare in vista delle elezioni federali del 2027. Praticamente, le compagnie aeree che operano voli charter per rimpatri forzati possono aspettarsi prenotazioni a breve termine da parte del Ministero dell’Interno, mentre gli uffici consolari dovranno accelerare il rilascio dei documenti di viaggio. I dipartimenti HR sono invitati a rivedere le checklist di gestione delle crisi e a informare tempestivamente eventuali assegnati provenienti da paesi terzi riguardo alla nuova linea più rigida.
Fonte: Bundeskanzleramt Österreich
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