
I leader dell’UE si sono riuniti oggi a Bruxelles (15-16 ottobre) per un vertice del Consiglio Europeo incentrato su sicurezza, bilancio e migrazione. Una bozza trapelata delle conclusioni del summit, vista dai media spagnoli, riconosce esplicitamente “la situazione specifica di Ceuta e Melilla come uniche frontiere terrestri dell’Unione sul continente africano” e promette assistenza operativa e finanziaria alla Spagna dopo l’eccezionale violazione di luglio, quando circa 80.000 persone sono entrate a Ceuta dal Marocco. Il premier Pedro Sánchez arriva rafforzato dal recente sostegno della Commissione e da un pacchetto di emergenza da 114 milioni di euro che include un potenziamento della presenza di Frontex. I diplomatici riferiscono che Madrid spingerà per un’implementazione più rapida del nuovo Regolamento UE sullo screening e chiederà ai partner di mantenere, senza però prolungarli eccessivamente, i controlli alle frontiere interne come quelli aerei e marittimi tra Italia e Spagna, in scadenza il 22 ottobre. Per gli operatori della mobilità internazionale, le decisioni del vertice potrebbero tradursi in controlli più rigorosi alle frontiere esterne e in una più rapida identificazione tramite Eurodac, rallentando potenzialmente i viaggiatori d’affari provenienti da paesi terzi negli aeroporti critici come Málaga-Costa del Sol e Siviglia. Le aziende dovranno monitorare nuovi allarmi nel Sistema d’Informazione Schengen legati a Ceuta e possibili estensioni dei controlli temporanei sulle rotte Spagna-Italia. Più in generale, il dibattito di alto profilo segnala che la migrazione resterà strettamente connessa ai dossier commerciali e di politica estera dell’UE — tra cui anche il rapporto con la Cina — il che impone ai professionisti della mobilità di seguire da vicino sia gli sviluppi geopolitici sia quelli normativi.
Fonte: elDiario.es