
Parlando da Ceuta il 14 ottobre, il Ministro per la Politica Territoriale e la Memoria Democratica Ángel Víctor Torres ha riferito di progressi costanti nella normalizzazione della situazione creata dall’attraversamento di massa dal Marocco avvenuto tra il 30 e il 31 luglio. Secondo Torres, 11.225 persone hanno scelto il ritorno volontario assistito, mentre 531 sono state espulse per motivi penali o di ordine pubblico, portando il totale delle partenze a 11.756.
Il ministro ha sottolineato che la priorità del governo è trasferire i migranti rimasti dai campi improvvisati sulle spiagge e sulle colline alla rete temporanea di accoglienza, per poterli identificare, informarli sulle opzioni legali e, quando possibile, incoraggiarli al rimpatrio. Sei grandi accampamenti costieri sono già stati smantellati in operazioni di sicurezza coordinate tra Polizia Nazionale, Guardia Civile e servizi di emergenza. Ora vengono utilizzati droni per individuare piccoli gruppi che ancora dormono all’aperto in vicoli urbani o aree boschive.
Torres ha evidenziato che la maggior parte degli arrivati non richiede asilo perché ciò comporterebbe un ordine formale di rimpatrio in caso di diniego della protezione. Preferiscono invece il programma di ritorno volontario sostenuto dall’OIM, che offre trasporto e un contributo per la reintegrazione in Marocco. Ha elogiato le autorità locali per aver evitato incidenti gravi durante le operazioni e ha accolto con favore la visita del re Felipe VI questa settimana, definendola un “sostegno storico” per la città di confine.
Per datori di lavoro e squadre di ricollocamento, l’aggiornamento conferma che Ceuta resta sotto una gestione migratoria eccezionale, ma che i flussi di ritorno verso il Marocco si stanno accelerando, riducendo la probabilità di movimenti secondari verso la Spagna continentale. Le aziende con personale nell’enclave dovrebbero continuare a monitorare le misure temporanee di controllo alle frontiere e aspettarsi controlli d’identità sporadici durante i viaggi via porto e eliporto.
Sebbene il lavoro da fare sia ancora molto, i dati suggeriscono che la combinazione del governo di campagne informative, incentivi per il ritorno sicuro ed espulsioni selettive sta iniziando ad alleviare la pressione sulle strutture di accoglienza e sui servizi pubblici della città.
Il ministro ha sottolineato che la priorità del governo è trasferire i migranti rimasti dai campi improvvisati sulle spiagge e sulle colline alla rete temporanea di accoglienza, per poterli identificare, informarli sulle opzioni legali e, quando possibile, incoraggiarli al rimpatrio. Sei grandi accampamenti costieri sono già stati smantellati in operazioni di sicurezza coordinate tra Polizia Nazionale, Guardia Civile e servizi di emergenza. Ora vengono utilizzati droni per individuare piccoli gruppi che ancora dormono all’aperto in vicoli urbani o aree boschive.
Torres ha evidenziato che la maggior parte degli arrivati non richiede asilo perché ciò comporterebbe un ordine formale di rimpatrio in caso di diniego della protezione. Preferiscono invece il programma di ritorno volontario sostenuto dall’OIM, che offre trasporto e un contributo per la reintegrazione in Marocco. Ha elogiato le autorità locali per aver evitato incidenti gravi durante le operazioni e ha accolto con favore la visita del re Felipe VI questa settimana, definendola un “sostegno storico” per la città di confine.
Per datori di lavoro e squadre di ricollocamento, l’aggiornamento conferma che Ceuta resta sotto una gestione migratoria eccezionale, ma che i flussi di ritorno verso il Marocco si stanno accelerando, riducendo la probabilità di movimenti secondari verso la Spagna continentale. Le aziende con personale nell’enclave dovrebbero continuare a monitorare le misure temporanee di controllo alle frontiere e aspettarsi controlli d’identità sporadici durante i viaggi via porto e eliporto.
Sebbene il lavoro da fare sia ancora molto, i dati suggeriscono che la combinazione del governo di campagne informative, incentivi per il ritorno sicuro ed espulsioni selettive sta iniziando ad alleviare la pressione sulle strutture di accoglienza e sui servizi pubblici della città.
Fonte: Agencia EFE
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