
La Polizia Nazionale spagnola ha smantellato una sofisticata rete di trafficanti di persone con base a Sabadell (Barcellona), specializzata nel far entrare cittadini dominicani nell’Unione Europea utilizzando passaporti colombiani falsificati. L’indagine è iniziata nel novembre 2025, quando gli agenti hanno rilevato un modello ricorrente di viaggiatori provenienti dalla Repubblica Dominicana che arrivavano a Madrid-Barajas con documenti colombiani non corrispondenti ai dati biometrici.
Dopo quasi un anno di sorveglianza, i blitz del 14 ottobre 2026 hanno portato all’arresto di otto persone, spagnoli e dominicani, e al sequestro di un ingente quantitativo di passaporti in bianco, adesivi per visti contraffatti, stampanti e 72.000 euro in contanti. Secondo la polizia, il gruppo sfruttava l’esenzione dal visto concessa ai cittadini colombiani per far transitare i clienti attraverso Bogotá, Lima e São Paulo, prima di collegarli all’Europa, dove i complici in Catalogna offrivano rifugio e organizzavano i viaggi successivi.
I migranti pagavano tra 8.000 e 12.000 euro a persona, cifra che comprendeva documenti falsi, itinerari, preparazione ai colloqui di frontiera e, in alcuni casi, carte di soggiorno italiane contraffatte per facilitare gli spostamenti nell’area Schengen una volta in Spagna. Lo smantellamento della cellula arriva in un momento in cui la Spagna è sotto la lente di Bruxelles per i movimenti secondari legati alla crisi di Ceuta di luglio.
L’operazione mette inoltre in luce il ruolo crescente delle organizzazioni criminali latinoamericane nel rifornire i settori dell’ospitalità e dell’assistenza europea, in forte carenza di manodopera regolare. Gli investigatori stimano che la rete abbia trafficato almeno 320 persone negli ultimi 18 mesi, un numero sufficiente a far scattare allarmi per riciclaggio di denaro nelle banche spagnole utilizzate per i pagamenti tramite servizi di rimessa.
Per i datori di lavoro, il caso rappresenta un monito: assumere personale irregolare può comportare multe fino a 10.000 euro per lavoratore, secondo la legge sull’immigrazione spagnola. I responsabili della mobilità globale sono invitati a rivedere i protocolli di verifica dei documenti, soprattutto per i nuovi assunti latinoamericani i cui dati biometrici potrebbero non essere ancora registrati nel registro degli stranieri spagnolo (NIE).
Le aziende che gestiscono centri servizi condivisi in Catalogna sono state consigliate mercoledì dall’unità di collegamento della polizia regionale di effettuare audit sui subappaltatori che forniscono personale per pulizie e catering.
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno ha anticipato che chiederà a EU-LISA di dare priorità alla Repubblica Dominicana nel prossimo aggiornamento del sistema di condivisione dei dati biometrici per il Sistema di Entrata/Uscita (EES), che entrerà pienamente in funzione nell’aprile 2027. Questa misura renderebbe molto più difficile il riutilizzo di passaporti autentici con foto sostituite.
Dopo quasi un anno di sorveglianza, i blitz del 14 ottobre 2026 hanno portato all’arresto di otto persone, spagnoli e dominicani, e al sequestro di un ingente quantitativo di passaporti in bianco, adesivi per visti contraffatti, stampanti e 72.000 euro in contanti. Secondo la polizia, il gruppo sfruttava l’esenzione dal visto concessa ai cittadini colombiani per far transitare i clienti attraverso Bogotá, Lima e São Paulo, prima di collegarli all’Europa, dove i complici in Catalogna offrivano rifugio e organizzavano i viaggi successivi.
I migranti pagavano tra 8.000 e 12.000 euro a persona, cifra che comprendeva documenti falsi, itinerari, preparazione ai colloqui di frontiera e, in alcuni casi, carte di soggiorno italiane contraffatte per facilitare gli spostamenti nell’area Schengen una volta in Spagna. Lo smantellamento della cellula arriva in un momento in cui la Spagna è sotto la lente di Bruxelles per i movimenti secondari legati alla crisi di Ceuta di luglio.
L’operazione mette inoltre in luce il ruolo crescente delle organizzazioni criminali latinoamericane nel rifornire i settori dell’ospitalità e dell’assistenza europea, in forte carenza di manodopera regolare. Gli investigatori stimano che la rete abbia trafficato almeno 320 persone negli ultimi 18 mesi, un numero sufficiente a far scattare allarmi per riciclaggio di denaro nelle banche spagnole utilizzate per i pagamenti tramite servizi di rimessa.
Per i datori di lavoro, il caso rappresenta un monito: assumere personale irregolare può comportare multe fino a 10.000 euro per lavoratore, secondo la legge sull’immigrazione spagnola. I responsabili della mobilità globale sono invitati a rivedere i protocolli di verifica dei documenti, soprattutto per i nuovi assunti latinoamericani i cui dati biometrici potrebbero non essere ancora registrati nel registro degli stranieri spagnolo (NIE).
Le aziende che gestiscono centri servizi condivisi in Catalogna sono state consigliate mercoledì dall’unità di collegamento della polizia regionale di effettuare audit sui subappaltatori che forniscono personale per pulizie e catering.
Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno ha anticipato che chiederà a EU-LISA di dare priorità alla Repubblica Dominicana nel prossimo aggiornamento del sistema di condivisione dei dati biometrici per il Sistema di Entrata/Uscita (EES), che entrerà pienamente in funzione nell’aprile 2027. Questa misura renderebbe molto più difficile il riutilizzo di passaporti autentici con foto sostituite.
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