
La controversa legge finlandese sul respingimento, nota come ‘käännytyslaki’—la normativa d’emergenza che consente alle guardie di frontiera di negare l’ingresso ai migranti che tentano di attraversare il confine dalla Russia—torna al centro del dibattito. Il 16 ottobre 2026, la Commissione per la Legge Costituzionale del Parlamento ha espresso il proprio parere su un disegno di legge governativo che propone di prorogare la misura, adottata inizialmente come legge temporanea nel luglio 2024, fino alla fine del 2028.
Sebbene la maggioranza della commissione abbia ritenuto ammissibile la proroga secondo la normale procedura legislativa, la deputata del Partito Verde Krista Mikkonen e il deputato dell’Alleanza di Sinistra Johannes Yrttiaho hanno presentato un parere dissenziente. Essi sostengono che la legge violi norme inderogabili sui diritti umani, incluso il divieto di respingimento forzato (refoulement), poiché consente rifiuti sommari senza una valutazione individuale. I parlamentari hanno inoltre criticato il governo per aver normalizzato quella che doveva essere un’eccezione temporanea, sottolineando che questa sarebbe la seconda proroga, e la più lunga.
I funzionari del Ministero dell’Interno difendono i poteri di respingimento come necessari per contrastare la “migrazione strumentalizzata” dalla Russia. Da quando i valichi terrestri al confine orientale sono stati chiusi nel dicembre 2023, un numero limitato di persone ha tentato di entrare attraverso zone boschive; il governo teme che possano riemergere tattiche ibride.
Per le aziende internazionali, il dibattito è rilevante perché la legge sul respingimento fa parte di un più ampio inasprimento del regime di frontiera finlandese, che può influire sulla mobilità del personale tra Finlandia e Russia. Se il disegno di legge verrà approvato senza modifiche, i team di sicurezza aziendale devono aspettarsi controlli rigorosi e la possibilità di cambiamenti rapidi nelle politiche ogni volta che le autorità percepiranno pressioni ibride.
Sebbene la maggioranza della commissione abbia ritenuto ammissibile la proroga secondo la normale procedura legislativa, la deputata del Partito Verde Krista Mikkonen e il deputato dell’Alleanza di Sinistra Johannes Yrttiaho hanno presentato un parere dissenziente. Essi sostengono che la legge violi norme inderogabili sui diritti umani, incluso il divieto di respingimento forzato (refoulement), poiché consente rifiuti sommari senza una valutazione individuale. I parlamentari hanno inoltre criticato il governo per aver normalizzato quella che doveva essere un’eccezione temporanea, sottolineando che questa sarebbe la seconda proroga, e la più lunga.
I funzionari del Ministero dell’Interno difendono i poteri di respingimento come necessari per contrastare la “migrazione strumentalizzata” dalla Russia. Da quando i valichi terrestri al confine orientale sono stati chiusi nel dicembre 2023, un numero limitato di persone ha tentato di entrare attraverso zone boschive; il governo teme che possano riemergere tattiche ibride.
Per le aziende internazionali, il dibattito è rilevante perché la legge sul respingimento fa parte di un più ampio inasprimento del regime di frontiera finlandese, che può influire sulla mobilità del personale tra Finlandia e Russia. Se il disegno di legge verrà approvato senza modifiche, i team di sicurezza aziendale devono aspettarsi controlli rigorosi e la possibilità di cambiamenti rapidi nelle politiche ogni volta che le autorità percepiranno pressioni ibride.
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