
Un nuovo strumento ministeriale – la Direttiva 117 – è stato pubblicato il 17 ottobre, stabilendo un nuovo ordine per la valutazione dei visti per partner, genitori e figli. Come spiegato da Migratio, la direttiva non modifica i limiti o i requisiti di idoneità, ma ordina agli operatori di dare priorità ai visti per partner con sponsor cittadini australiani e ai casi di orfani parenti, prima degli altri flussi familiari. Le priorità di elaborazione hanno impatti immediati sui flussi di cassa per i richiedenti: i visti per partner prevedono una tassa governativa di 8.850 dollari australiani. Approvazioni più rapide liberano le famiglie dal costo dei rinnovi dei visti ponte e consentono un accesso anticipato a Medicare e ai diritti lavorativi. Per le imprese, tempi di attesa più brevi significano che i coniugi dei dipendenti trasferiti possono entrare prima nel mercato del lavoro, migliorando la sostenibilità economica delle missioni con doppio reddito. Tuttavia, la Direttiva conferma che la valutazione dei visti per genitori resta in fondo alla lista d’attesa; i dati attuali del Ministero degli Interni indicano un’attesa di 12 anni per i genitori contributivi. Gli sponsor devono gestire le aspettative: sebbene l’ordine sia cambiato, i posti complessivi per i flussi familiari sono stati ridotti a 52.500 quest’anno. Le politiche di mobilità potrebbero dover prevedere costi maggiori per coperture sanitarie private prolungate e tasse per i visti ponte per i familiari non prioritari.
Fonte: Migratio
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