
L'Unione Europea ha silenziosamente rimosso tutte le date di lancio del Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS) dal suo sito ufficiale, segnalando un nuovo rinvio per il tanto atteso permesso di ingresso. Il quotidiano di Maiorca, Majorca Daily Bulletin, ha dato la notizia il 19 ottobre 2026 dopo aver notato la modifica e averla confermata con fonti UE. La Commissione ora afferma solo che ETIAS “non è in funzione” e che i viaggiatori riceveranno un preavviso di diversi mesi prima dell’attivazione del sistema.
Il ritardo elimina un grosso problema di conformità per le aziende australiane con frequenti viaggi nell’area Schengen. Con ETIAS, gli australiani—attualmente esenti da visto—avrebbero dovuto pagare 20 euro e completare un pre-screening di sicurezza online ogni tre anni. Le multinazionali avevano già iniziato a includere le tariffe ETIAS nei budget per la mobilità e ad aggiornare i sistemi HR per raccogliere i dati di autorizzazione necessari per la rendicontazione del duty of care. Questi aggiornamenti possono ora essere posticipati, liberando risorse per altri progetti.
Gli analisti del settore attribuiscono il rinvio a problemi tecnici con il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES), che ha iniziato a registrare dati biometrici alle frontiere esterne dell’UE nell’aprile 2026. Airlines for Europe segnala che i malfunzionamenti dell’EES stanno ancora causando code alle frontiere fino a cinque ore a Parigi CDG e Francoforte, e la Commissione è riluttante ad aggiungere il traffico ETIAS finché la situazione non si stabilizza.
Gli esperti di rischio viaggio avvertono però che il rinvio sta alimentando un aumento di siti web fraudolenti per la richiesta di ETIAS. Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) e la Federazione Australiana degli Agenti di Viaggio hanno emesso allerte invitando i consumatori a non pagare alcuna tariffa ETIAS fino alla pubblicazione di una data ufficiale sulla Gazzetta Ufficiale UE.
La prossima occasione per fissare una nuova timeline sarà la riunione del consiglio di gestione eu-LISA a Dublino dal 17 al 19 novembre 2026, ma fonti interne indicano che la primavera 2027 è ormai la prima finestra realistica. Le aziende australiane dovrebbero monitorare gli aggiornamenti tramite canali affidabili e astenersi dal raccogliere dati passaporto non necessari fino a quando non tornerà la certezza normativa.
Il ritardo elimina un grosso problema di conformità per le aziende australiane con frequenti viaggi nell’area Schengen. Con ETIAS, gli australiani—attualmente esenti da visto—avrebbero dovuto pagare 20 euro e completare un pre-screening di sicurezza online ogni tre anni. Le multinazionali avevano già iniziato a includere le tariffe ETIAS nei budget per la mobilità e ad aggiornare i sistemi HR per raccogliere i dati di autorizzazione necessari per la rendicontazione del duty of care. Questi aggiornamenti possono ora essere posticipati, liberando risorse per altri progetti.
Gli analisti del settore attribuiscono il rinvio a problemi tecnici con il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES), che ha iniziato a registrare dati biometrici alle frontiere esterne dell’UE nell’aprile 2026. Airlines for Europe segnala che i malfunzionamenti dell’EES stanno ancora causando code alle frontiere fino a cinque ore a Parigi CDG e Francoforte, e la Commissione è riluttante ad aggiungere il traffico ETIAS finché la situazione non si stabilizza.
Gli esperti di rischio viaggio avvertono però che il rinvio sta alimentando un aumento di siti web fraudolenti per la richiesta di ETIAS. Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) e la Federazione Australiana degli Agenti di Viaggio hanno emesso allerte invitando i consumatori a non pagare alcuna tariffa ETIAS fino alla pubblicazione di una data ufficiale sulla Gazzetta Ufficiale UE.
La prossima occasione per fissare una nuova timeline sarà la riunione del consiglio di gestione eu-LISA a Dublino dal 17 al 19 novembre 2026, ma fonti interne indicano che la primavera 2027 è ormai la prima finestra realistica. Le aziende australiane dovrebbero monitorare gli aggiornamenti tramite canali affidabili e astenersi dal raccogliere dati passaporto non necessari fino a quando non tornerà la certezza normativa.
Fonte: Majorca Daily Bulletin
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