
L’aggiornamento di ottobre dell’Henley Passport Index, pubblicato il 23 ottobre, vede gli Emirati Arabi Uniti condividere il secondo posto con Giappone e Corea del Sud, offrendo accesso senza visto o con visto all’arrivo a 188 destinazioni. Singapore mantiene la vetta con 193 destinazioni. Questa variazione interrompe un trend di tre anni durante il quale gli Emirati sono passati dal 15° posto (2023) al secondo in solitaria (2025). Gli analisti del settore attribuiscono questo lieve calo a modifiche progressive nelle politiche sui visti di alcuni piccoli stati insulari e nazioni caraibiche, che hanno concesso l’accesso ai passaporti asiatici ma già esentavano gli Emiratini dal visto.
Importante sottolineare che gli Emirati Arabi Uniti restano al primo posto nell’Arton Capital Passport Index, che utilizza una metodologia diversa basata su un punteggio di mobilità in tempo reale, contando 182 destinazioni aperte per i cittadini emiratini. Per i datori di lavoro multinazionali, questa variazione nell’indice è soprattutto simbolica: i cittadini degli Emirati continuano a godere della più ampia libertà di viaggio tra i passaporti mediorientali.
Tuttavia, i team responsabili dei visti devono considerare che 45 paesi richiedono ancora un visto pre-approvato o un’autorizzazione elettronica di viaggio per gli Emiratini, inclusi gli Stati Uniti (ESTA) e la maggior parte dell’area Schengen una volta che sarà attivo ETIAS. Il governo degli Emirati ha risposto intensificando i colloqui bilaterali per aggiungere stati dell’America Latina e dell’Africa alla lista di esenzione dai visti. Le autorità sottolineano inoltre che gli Emiratini beneficiano di privilegi e-Gate in 30 aeroporti esteri, un vantaggio non rilevato da nessuno dei due indici.
Dal punto di vista della mobilità dei talenti, il posizionamento quasi al vertice resta un punto di forza nel trasferire cittadini emiratini come responsabili di progetto o manager regionali: meno barriere all’ingresso e procedure aeroportuali più rapide si traducono in minori oneri amministrativi e maggiore produttività durante i viaggi.
Importante sottolineare che gli Emirati Arabi Uniti restano al primo posto nell’Arton Capital Passport Index, che utilizza una metodologia diversa basata su un punteggio di mobilità in tempo reale, contando 182 destinazioni aperte per i cittadini emiratini. Per i datori di lavoro multinazionali, questa variazione nell’indice è soprattutto simbolica: i cittadini degli Emirati continuano a godere della più ampia libertà di viaggio tra i passaporti mediorientali.
Tuttavia, i team responsabili dei visti devono considerare che 45 paesi richiedono ancora un visto pre-approvato o un’autorizzazione elettronica di viaggio per gli Emiratini, inclusi gli Stati Uniti (ESTA) e la maggior parte dell’area Schengen una volta che sarà attivo ETIAS. Il governo degli Emirati ha risposto intensificando i colloqui bilaterali per aggiungere stati dell’America Latina e dell’Africa alla lista di esenzione dai visti. Le autorità sottolineano inoltre che gli Emiratini beneficiano di privilegi e-Gate in 30 aeroporti esteri, un vantaggio non rilevato da nessuno dei due indici.
Dal punto di vista della mobilità dei talenti, il posizionamento quasi al vertice resta un punto di forza nel trasferire cittadini emiratini come responsabili di progetto o manager regionali: meno barriere all’ingresso e procedure aeroportuali più rapide si traducono in minori oneri amministrativi e maggiore produttività durante i viaggi.
Fonte: Scoreclever Current Affairs
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