
La sperimentale “via rapida” per la cittadinanza in Germania — spesso chiamata opzione “turbo” o “razzo” — è stata disattivata a mezzanotte del 1° novembre 2025, chiudendo un capitolo durato appena 16 mesi.
Il percorso accelerato era stato introdotto a giugno 2024 dalla precedente coalizione “semaforo” come parte della più grande riforma della legge sulla cittadinanza tedesca dal 1999. Gli stranieri idonei che dimostravano un’integrazione eccezionale — livello C1 di tedesco, redditi elevati o successi accademici, e impegno nella comunità — potevano naturalizzarsi dopo soli tre anni di residenza, invece dei cinque previsti dal nuovo standard. Secondo i dati del ministero dell’Interno, meno di 1.000 persone hanno presentato domanda con questo sistema, e quasi la metà delle richieste era ancora in attesa quando la nuova coalizione CDU/CSU-SPD ha votato l’8 ottobre per abolire questa opzione.
I sostenitori dell’abolizione hanno sostenuto che l’opzione dei tre anni svalutava il valore della cittadinanza e alimentava le critiche populiste secondo cui la Germania stava “regalando” i passaporti troppo facilmente. Il governo ha invece ribadito che mantenere il percorso di cinque anni e le regole più flessibili sulla doppia cittadinanza garantisce un migliore equilibrio tra attrarre talenti e assicurare un’integrazione duratura.
Per le aziende che gestiscono programmi di localizzazione verso la cittadinanza, la lezione principale è che la regola dei cinque anni di residenza è ora la via più rapida disponibile. I team HR dovrebbero aggiornare i piani temporali, i materiali di onboarding e i budget per la mobilità che avevano previsto un orizzonte di tre anni. Le domande presentate entro il 30 ottobre saranno ancora processate secondo la vecchia normativa, ma quelle nuove dopo il 1° novembre dovranno dimostrare cinque anni pieni di residenza legale.
Consiglio pratico: le aziende che sponsorizzano personale altamente qualificato dovrebbero ora concentrarsi sul mantenimento di uno status di residenza ininterrotto — in particolare per i titolari di Blue Card che si trasferiscono all’interno dell’UE — per evitare che il conteggio dei cinque anni venga azzerato. La doppia cittadinanza resta possibile, quindi il personale non dovrà rinunciare alla propria nazionalità originaria quando (e se) otterrà il passaporto tedesco.
Il percorso accelerato era stato introdotto a giugno 2024 dalla precedente coalizione “semaforo” come parte della più grande riforma della legge sulla cittadinanza tedesca dal 1999. Gli stranieri idonei che dimostravano un’integrazione eccezionale — livello C1 di tedesco, redditi elevati o successi accademici, e impegno nella comunità — potevano naturalizzarsi dopo soli tre anni di residenza, invece dei cinque previsti dal nuovo standard. Secondo i dati del ministero dell’Interno, meno di 1.000 persone hanno presentato domanda con questo sistema, e quasi la metà delle richieste era ancora in attesa quando la nuova coalizione CDU/CSU-SPD ha votato l’8 ottobre per abolire questa opzione.
I sostenitori dell’abolizione hanno sostenuto che l’opzione dei tre anni svalutava il valore della cittadinanza e alimentava le critiche populiste secondo cui la Germania stava “regalando” i passaporti troppo facilmente. Il governo ha invece ribadito che mantenere il percorso di cinque anni e le regole più flessibili sulla doppia cittadinanza garantisce un migliore equilibrio tra attrarre talenti e assicurare un’integrazione duratura.
Per le aziende che gestiscono programmi di localizzazione verso la cittadinanza, la lezione principale è che la regola dei cinque anni di residenza è ora la via più rapida disponibile. I team HR dovrebbero aggiornare i piani temporali, i materiali di onboarding e i budget per la mobilità che avevano previsto un orizzonte di tre anni. Le domande presentate entro il 30 ottobre saranno ancora processate secondo la vecchia normativa, ma quelle nuove dopo il 1° novembre dovranno dimostrare cinque anni pieni di residenza legale.
Consiglio pratico: le aziende che sponsorizzano personale altamente qualificato dovrebbero ora concentrarsi sul mantenimento di uno status di residenza ininterrotto — in particolare per i titolari di Blue Card che si trasferiscono all’interno dell’UE — per evitare che il conteggio dei cinque anni venga azzerato. La doppia cittadinanza resta possibile, quindi il personale non dovrà rinunciare alla propria nazionalità originaria quando (e se) otterrà il passaporto tedesco.
Fonte: My Engineers