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L'OCSE pubblica il Rapporto sulle Migrazioni Internazionali 2025 con un focus sull'Austria

nov 4, 2025
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L'OCSE pubblica il Rapporto sulle Migrazioni Internazionali 2025 con un focus sull'Austria
L'OCSE ha scelto il 3 novembre 2025 per pubblicare il suo rapporto di punta, “International Migration Outlook 2025”, che dedica un capitolo dettagliato ai flussi migratori, agli esiti nel mercato del lavoro e alle riforme politiche in Austria. Secondo il rapporto, l'immigrazione netta in Austria è salita a 126.000 nel 2024, il livello più alto dal 2016, trainata principalmente dai movimenti intra-UE e dai titolari della Carta Rossa-Bianca-Rossa (RWR) provenienti dai Balcani occidentali e dalle Filippine.

Lo studio elogia la riforma RWR di ottobre 2022 per aver ridotto i tempi di elaborazione del 30%, ma avverte che le quote provinciali decentralizzate continuano a creare colli di bottiglia per i datori di lavoro high-tech a Vienna e in Alta Austria. Viene inoltre evidenziata la controversa decisione del governo di marzo 2025 di congelare i visti per il ricongiungimento familiare ai rifugiati riconosciuti, prevedendo un calo del 40% degli arrivi umanitari quest’anno.

L'OCSE pubblica il Rapporto sulle Migrazioni Internazionali 2025 con un focus sull'Austria


Dal punto di vista della mobilità aziendale, l’OCSE rileva che quasi il 14% della forza lavoro STEM in Austria è nata all’estero, rispetto al 10% di dieci anni fa. Persistono carenze in infermieristica, ingegneria del software e settori green-tech, ambiti in cui la domanda supera la capacità formativa locale. Il rapporto invita Vienna a estendere il programma di pre-verifica “Talent Hub” oltre Manila, includendo Delhi e São Paulo, e a digitalizzare il rinnovo dei permessi di soggiorno entro il 2026.

I responsabili della mobilità devono considerare l’adeguamento al costo della vita indicato dall’OCSE: Vienna è ora la terza città più costosa tra i centri medi analizzati, un fattore cruciale per le aziende nel calcolare diarie e indennità di alloggio per gli espatriati. Lo studio stima inoltre che un ritardo di un anno nel riconoscimento delle qualifiche straniere costi all’Austria 0,2 punti percentuali di PIL ogni anno.

I decisori politici probabilmente utilizzeranno l’Outlook come strumento di supporto in vista del dibattito parlamentare sul disegno di legge per la seconda fase di liberalizzazione della Carta RWR, previsto per dicembre. Se approvato, il provvedimento consentirebbe il passaggio da permesso di studio a status RWR direttamente in Austria, semplificando potenzialmente la fidelizzazione dei laureati per le multinazionali.
Fonte: OECD – International Migration Outlook 2025

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