
Shanghai/Pechino — I consolati tedeschi in tutta la Cina hanno introdotto silenziosamente controlli di sicurezza interni aggiuntivi che stanno allungando i tempi di rilascio dei visti ben oltre gli standard di servizio abituali, secondo un allarme regionale diffuso il 6 novembre 2025 dalla società di consulenza mobility Vialto Partners. I controlli riguardano candidati in settori STEM sensibili o con determinate nazionalità e richiedono l’approvazione a livello berlinese da parte di più agenzie di sicurezza prima che un visto possa essere concesso.
I richiedenti segnalano che le decisioni, soprattutto per i visti nazionali (categoria D) relativi a lavoro, ricerca e studio a lungo termine, restano in sospeso per otto-dodici settimane invece delle due-quattro dichiarate. I consolati hanno confermato via email che i fascicoli sono “in attesa di riscontro dalle autorità interne”. Pur non essendo stata pubblicata alcuna direttiva ufficiale, la misura è in linea con l’impegno del Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt a rafforzare i controlli sul trasferimento tecnologico dopo accuse di fughe di proprietà intellettuale in progetti di manifattura avanzata.
Impatto sul business:
• Ritardi nei progetti — le aziende tedesche che dipendono da ingegneri o ricercatori cinesi devono prevedere tempi più lunghi e valutare l’onboarding a distanza fino al completamento delle autorizzazioni.
• Rischi di compliance — lettere di incarico e proposte di ricerca sono sottoposte a verifica per rischi di doppio uso; documentazione incompleta causa ulteriori blocchi.
• Percezione del talento — l’incertezza prolungata può scoraggiare candidati cinesi di alto profilo, aggravando la già grave carenza di competenze nei settori dei semiconduttori e delle tecnologie verdi in Germania.
Le migliori pratiche consigliate includono l’avvio delle pratiche per il visto almeno quattro mesi prima della data prevista, mantenere valutazioni rigorose sul controllo delle esportazioni e preparare piani alternativi per la rotazione dei viaggi. Le aziende dovrebbero inoltre informare i responsabili delle assunzioni che i controlli di sicurezza sono discrezionali; in alcuni casi, l’intervento tramite associazioni di categoria o la Camera di Commercio Tedesca (AHK) può accelerare le procedure per casi non sensibili.
Sebbene la misura non rappresenti un cambiamento formale di politica, gli operatori prevedono che resterà in vigore fino alla pubblicazione, prevista per il primo trimestre 2026, di un quadro normativo più ampio sull’immigrazione legata alle “tecnologie critiche”.
I richiedenti segnalano che le decisioni, soprattutto per i visti nazionali (categoria D) relativi a lavoro, ricerca e studio a lungo termine, restano in sospeso per otto-dodici settimane invece delle due-quattro dichiarate. I consolati hanno confermato via email che i fascicoli sono “in attesa di riscontro dalle autorità interne”. Pur non essendo stata pubblicata alcuna direttiva ufficiale, la misura è in linea con l’impegno del Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt a rafforzare i controlli sul trasferimento tecnologico dopo accuse di fughe di proprietà intellettuale in progetti di manifattura avanzata.
Impatto sul business:
• Ritardi nei progetti — le aziende tedesche che dipendono da ingegneri o ricercatori cinesi devono prevedere tempi più lunghi e valutare l’onboarding a distanza fino al completamento delle autorizzazioni.
• Rischi di compliance — lettere di incarico e proposte di ricerca sono sottoposte a verifica per rischi di doppio uso; documentazione incompleta causa ulteriori blocchi.
• Percezione del talento — l’incertezza prolungata può scoraggiare candidati cinesi di alto profilo, aggravando la già grave carenza di competenze nei settori dei semiconduttori e delle tecnologie verdi in Germania.
Le migliori pratiche consigliate includono l’avvio delle pratiche per il visto almeno quattro mesi prima della data prevista, mantenere valutazioni rigorose sul controllo delle esportazioni e preparare piani alternativi per la rotazione dei viaggi. Le aziende dovrebbero inoltre informare i responsabili delle assunzioni che i controlli di sicurezza sono discrezionali; in alcuni casi, l’intervento tramite associazioni di categoria o la Camera di Commercio Tedesca (AHK) può accelerare le procedure per casi non sensibili.
Sebbene la misura non rappresenti un cambiamento formale di politica, gli operatori prevedono che resterà in vigore fino alla pubblicazione, prevista per il primo trimestre 2026, di un quadro normativo più ampio sull’immigrazione legata alle “tecnologie critiche”.
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