
Berlino — In una seduta di grande rilievo il 6 novembre 2025, il Bundestag tedesco ha respinto con decisione una mozione dell’Alternative für Deutschland (AfD) che mirava a ridurre l’assistenza sanitaria obbligatoria per richiedenti asilo e altri non cittadini. La proposta avrebbe limitato le cure ai soli casi di emergenza salvavita e imposto al governo federale di adottare il modello restrittivo danese. Alla votazione nominale, solo 126 deputati hanno sostenuto il testo, mentre 434 si sono espressi contro.
L’AfD ha sostenuto che i generosi benefici medici rappresentano un “fattore di attrazione” e gravano sulle finanze dell’assicurazione sociale. I partiti di governo e opposizione hanno replicato che il piano era sia incostituzionale sia miope dal punto di vista economico. Il ministro della Salute Karl Lauterbach ha avvertito che negare la copertura per cure preventive o croniche aumenterebbe i rischi per la salute pubblica e, alla fine, costerebbe di più a datori di lavoro e assicuratori.
Per i responsabili della mobilità internazionale la decisione garantisce certezza giuridica: i trasferiti, i lavoratori distaccati e i loro familiari che rientrano nelle categorie di richiedenti asilo o protezione temporanea manterranno l’accesso all’ampia gamma di servizi introdotti nel 2016. Tuttavia, i datori di lavoro devono continuare a prevedere nel budget i contributi obbligatori all’assicurazione sanitaria statale o a una copertura privata equivalente per i primi 18 mesi di permanenza del dipendente.
Il dibattito anticipa anche una più ampia riforma dell’immigrazione promessa dalla coalizione guidata dal cancelliere Friedrich Merz. Pur inasprendo i controlli alle frontiere e le regole per il ricongiungimento familiare, il voto di giovedì dimostra che nei partiti principali c’è poca volontà di indebolire la rete di sicurezza sociale tedesca per i nuovi arrivati. Le aziende possono aspettarsi che la legge statale Asylbewerberleistungsgesetz (Legge sui benefici per richiedenti asilo) rimanga sostanzialmente invariata, ma è probabile un aumento dei controlli di conformità mentre le autorità verificano l’idoneità e la ripartizione dei costi tra bilancio federale e Länder.
In termini pratici, i dipartimenti HR dovrebbero:
• Continuare a iscrivere i lavoratori distaccati a breve termine e i loro familiari a piani sanitari statali o privati fin dal primo giorno;
• Monitorare le prossime indicazioni dell’Agenzia Federale per l’Impiego (BA) sulle procedure di rimborso delle spese mediche per cittadini di paesi terzi sotto protezione temporanea;
• Informare i dipendenti che la prova di una copertura sanitaria completa resta un elemento chiave per il rinnovo del permesso di soggiorno.
La sconfitta della mozione AfD rassicura le multinazionali sul fatto che l’impegno della Germania per un’assistenza sanitaria universale si estende ancora alla maggior parte delle categorie di migranti, un vantaggio competitivo importante nella corsa europea ai talenti.
L’AfD ha sostenuto che i generosi benefici medici rappresentano un “fattore di attrazione” e gravano sulle finanze dell’assicurazione sociale. I partiti di governo e opposizione hanno replicato che il piano era sia incostituzionale sia miope dal punto di vista economico. Il ministro della Salute Karl Lauterbach ha avvertito che negare la copertura per cure preventive o croniche aumenterebbe i rischi per la salute pubblica e, alla fine, costerebbe di più a datori di lavoro e assicuratori.
Per i responsabili della mobilità internazionale la decisione garantisce certezza giuridica: i trasferiti, i lavoratori distaccati e i loro familiari che rientrano nelle categorie di richiedenti asilo o protezione temporanea manterranno l’accesso all’ampia gamma di servizi introdotti nel 2016. Tuttavia, i datori di lavoro devono continuare a prevedere nel budget i contributi obbligatori all’assicurazione sanitaria statale o a una copertura privata equivalente per i primi 18 mesi di permanenza del dipendente.
Il dibattito anticipa anche una più ampia riforma dell’immigrazione promessa dalla coalizione guidata dal cancelliere Friedrich Merz. Pur inasprendo i controlli alle frontiere e le regole per il ricongiungimento familiare, il voto di giovedì dimostra che nei partiti principali c’è poca volontà di indebolire la rete di sicurezza sociale tedesca per i nuovi arrivati. Le aziende possono aspettarsi che la legge statale Asylbewerberleistungsgesetz (Legge sui benefici per richiedenti asilo) rimanga sostanzialmente invariata, ma è probabile un aumento dei controlli di conformità mentre le autorità verificano l’idoneità e la ripartizione dei costi tra bilancio federale e Länder.
In termini pratici, i dipartimenti HR dovrebbero:
• Continuare a iscrivere i lavoratori distaccati a breve termine e i loro familiari a piani sanitari statali o privati fin dal primo giorno;
• Monitorare le prossime indicazioni dell’Agenzia Federale per l’Impiego (BA) sulle procedure di rimborso delle spese mediche per cittadini di paesi terzi sotto protezione temporanea;
• Informare i dipendenti che la prova di una copertura sanitaria completa resta un elemento chiave per il rinnovo del permesso di soggiorno.
La sconfitta della mozione AfD rassicura le multinazionali sul fatto che l’impegno della Germania per un’assistenza sanitaria universale si estende ancora alla maggior parte delle categorie di migranti, un vantaggio competitivo importante nella corsa europea ai talenti.
Fonte: Deutscher Bundestag
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