
Mentre i legislatori dibattevano all’interno del Palazzo del Lussemburgo, decine di sindacati, organizzazioni per i diritti dei migranti e gruppi ecclesiastici si sono radunati in Place Pierre-Dux a Parigi per denunciare quella che definiscono la “legge sull’immigrazione più dura degli ultimi 30 anni”. La protesta, guidata dal collettivo Unies contre l’Immigration Jetable e sostenuta da Attac, Solidaires e la Ligue des droits de l’Homme, è stata organizzata appositamente in concomitanza con la prima lettura del disegno di legge al Senato il 6 novembre.
I relatori hanno criticato le disposizioni che facilitano le espulsioni “con o senza documenti”, sostenendo che le riforme rischiano di creare una sottoclasse di lavoratori temporanei permanenti con diritti limitati. Gli organizzatori hanno promesso manifestazioni continue nelle prefetture regionali qualora il governo proceda, invitando inoltre i datori di lavoro a fare pressione per garantire uno status sicuro ai dipendenti a lungo termine nei settori in carenza di personale.
Nonostante la manifestazione sia rimasta pacifica, la polizia ha mantenuto una presenza massiccia e ha avvertito di una “tolleranza zero” verso disordini, segnalando che le future proteste durante il marathon legislativo potrebbero essere soggette a controlli più severi.
Per i responsabili delle risorse umane e della mobilità, questo attivismo evidenzia rischi reputazionali: le aziende di marca che sembrano beneficiare di lavoro precario potrebbero diventare bersaglio di proteste. Si consiglia alle imprese di verificare la conformità dei subappaltatori, aggiornare i piani di coinvolgimento degli stakeholder e monitorare le dichiarazioni sindacali che potrebbero sfociare in azioni sul posto di lavoro.
I relatori hanno criticato le disposizioni che facilitano le espulsioni “con o senza documenti”, sostenendo che le riforme rischiano di creare una sottoclasse di lavoratori temporanei permanenti con diritti limitati. Gli organizzatori hanno promesso manifestazioni continue nelle prefetture regionali qualora il governo proceda, invitando inoltre i datori di lavoro a fare pressione per garantire uno status sicuro ai dipendenti a lungo termine nei settori in carenza di personale.
Nonostante la manifestazione sia rimasta pacifica, la polizia ha mantenuto una presenza massiccia e ha avvertito di una “tolleranza zero” verso disordini, segnalando che le future proteste durante il marathon legislativo potrebbero essere soggette a controlli più severi.
Per i responsabili delle risorse umane e della mobilità, questo attivismo evidenzia rischi reputazionali: le aziende di marca che sembrano beneficiare di lavoro precario potrebbero diventare bersaglio di proteste. Si consiglia alle imprese di verificare la conformità dei subappaltatori, aggiornare i piani di coinvolgimento degli stakeholder e monitorare le dichiarazioni sindacali che potrebbero sfociare in azioni sul posto di lavoro.
Fonte: Attac France press release
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