
Incontro a Bruxelles il 6 novembre, i ministri della giustizia e dell’interno hanno formalmente adottato la posizione del Consiglio sull’avvio operativo graduale del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES), ponendo fine a mesi di incertezza per vettori e operatori di frontiera. La Francia — uno degli Stati di confine esterni principali — ha approvato la ‘clausola di flessibilità’ che consente agli Stati membri di distribuire l’implementazione negli aeroporti, porti e valichi terrestri tra ora e aprile 2026.
Secondo il piano, la Francia continuerà i test limitati in tempo reale a Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, al Porto di Calais e al terminal Eurostar di Lille fino a gennaio, per poi estendere il sistema a tutti i principali punti di attraversamento entro Pasqua. I viaggiatori non UE avranno i dati biometrici acquisiti tramite chioschi self-service; i visitatori di ritorno potranno evitare la timbratura manuale del passaporto, una modifica che si prevede ridurrà le code nei periodi di picco fino al 40% una volta che il sistema sarà consolidato.
Il testo del Consiglio impegna inoltre la Francia e gli altri Stati Schengen a pubblicare settimanalmente dashboard di performance — una vittoria importante per le compagnie aeree che avevano chiesto maggiore trasparenza operativa dopo i lanci soft caotici del mese scorso.
Per i programmi di mobilità globale, la decisione stabilisce una tempistica concreta: i travel manager dovranno prevedere tempi di elaborazione più lunghi per le prime registrazioni, aggiornare le politiche di viaggio aziendali per riflettere le procedure dei chioschi e coordinarsi con i fornitori di servizi di relocation per conservare le ricevute di ingresso, che sostituiscono i timbri sul passaporto ai fini del calcolo della permanenza legale.
Secondo il piano, la Francia continuerà i test limitati in tempo reale a Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, al Porto di Calais e al terminal Eurostar di Lille fino a gennaio, per poi estendere il sistema a tutti i principali punti di attraversamento entro Pasqua. I viaggiatori non UE avranno i dati biometrici acquisiti tramite chioschi self-service; i visitatori di ritorno potranno evitare la timbratura manuale del passaporto, una modifica che si prevede ridurrà le code nei periodi di picco fino al 40% una volta che il sistema sarà consolidato.
Il testo del Consiglio impegna inoltre la Francia e gli altri Stati Schengen a pubblicare settimanalmente dashboard di performance — una vittoria importante per le compagnie aeree che avevano chiesto maggiore trasparenza operativa dopo i lanci soft caotici del mese scorso.
Per i programmi di mobilità globale, la decisione stabilisce una tempistica concreta: i travel manager dovranno prevedere tempi di elaborazione più lunghi per le prime registrazioni, aggiornare le politiche di viaggio aziendali per riflettere le procedure dei chioschi e coordinarsi con i fornitori di servizi di relocation per conservare le ricevute di ingresso, che sostituiscono i timbri sul passaporto ai fini del calcolo della permanenza legale.
Fonte: EU News