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AFP accusa un uomo nato in Sudan per violazione del visto con monitoraggio elettronico in Australia Occidentale

nov 8, 2025
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AFP accusa un uomo nato in Sudan per violazione del visto con monitoraggio elettronico in Australia Occidentale
Agenti della Polizia Federale Australiana (AFP) a Perth hanno incriminato un residente permanente di 34 anni, nato in Sudan, per aver ripetutamente omesso di mantenere carica la batteria del braccialetto elettronico obbligatorio, un reato ai sensi della sezione 76D(3) del Migration Act 1958. Secondo il comunicato stampa dell’AFP del 7 novembre, l’uomo ha ignorato numerosi avvisi di batteria scarica tra il 1° settembre e il 13 ottobre 2025, impedendo alle autorità di confermare la sua posizione per lunghi periodi.

L’imputato è stato citato in giudizio il 5 novembre e si è presentato davanti al Tribunale di Perth il 7 novembre. I pubblici ministeri hanno sottolineato che il monitoraggio elettronico è uno strumento fondamentale per la gestione del rischio nei confronti di cittadini stranieri rilasciati dalla detenzione in attesa di espulsione o dell’esito di ricorsi. La violazione delle condizioni di monitoraggio può comportare una pena massima di cinque anni di reclusione o una multa fino a 99.000 dollari australiani.

AFP accusa un uomo nato in Sudan per violazione del visto con monitoraggio elettronico in Australia Occidentale


Il caso evidenzia il rinnovato impegno del governo Albanese nel garantire il rispetto delle norme da parte dei titolari di visto, a seguito di una sentenza della Corte Suprema che ha limitato le opzioni di detenzione indefinita. Il Ministero degli Interni ha rafforzato i controlli per la protezione della comunità e ha segnalato che la non conformità persistente, soprattutto in presenza di condanne penali gravi, può portare alla cancellazione del visto e all’espulsione.

Per i responsabili della mobilità internazionale, questa azione di contrasto rappresenta un monito: i dipendenti sponsorizzati che commettono violazioni penali o civili rischiano sia l’espulsione sia danni reputazionali per i loro datori di lavoro. Le aziende dovrebbero rivedere i protocolli di inserimento per assicurarsi che i lavoratori stranieri comprendano le rigide regole australiane sul monitoraggio post-rilascio.
Fonte: Australian Federal Police – Media Release

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