
La coalizione di governo italiana sta preparando un nuovo “decreto sicurezza”, questa volta con un focus marcato sulle norme sull’immigrazione. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato ai giornalisti l’11 novembre che la Lega ha elaborato misure per accelerare lo sgombero degli immobili occupati, contrastare la criminalità giovanile e, soprattutto, restringere le possibilità di ricongiungimento familiare per i residenti stranieri. Secondo una bozza trapelata, il ricongiungimento sarebbe limitato a coniugi e figli minorenni, escludendo figli adulti e parenti estesi attualmente ammessi in determinate condizioni.
Fonti del ministero dell’Interno hanno confermato che sono in corso consultazioni con i partner di coalizione e che un testo definitivo potrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri “entro poche settimane”. Se approvato, il provvedimento rappresenterebbe la terza grande riforma sull’immigrazione in soli due anni, dopo la Legge 187/2024 (dicembre 2024) e il Decreto-Legge 48/2025 (aprile 2025), entrambi già inaspriti i requisiti di residenza e ampliato i poteri di detenzione.
Le associazioni datoriali avvertono che ulteriori restrizioni potrebbero complicare l’acquisizione di talenti. “I dirigenti senior esitano ad accettare incarichi in Italia se non possono portare con sé familiari adulti o genitori anziani”, ha sottolineato la task force mobilità di Confindustria. Anche le scuole internazionali di Milano e Roma temono cali nelle iscrizioni se le famiglie dovessero essere divise tra paesi diversi.
Le associazioni di tutela si preparano a ricorsi legali. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati sostiene che la proposta potrebbe violare la Direttiva UE 2003/86/CE sul ricongiungimento familiare, che obbliga gli Stati membri a facilitare l’ingresso dei familiari a carico per motivi umanitari. Un eventuale conflitto con la normativa europea potrebbe innescare procedure d’infrazione simili a quelle affrontate dall’Italia nel 2018 dopo i precedenti decreti sicurezza di Salvini.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: le strategie sui visti valide quest’anno potrebbero non esserlo più nel 2026. Le aziende dovrebbero rivedere i budget per i trasferimenti includendo possibili ricorsi o permessi di soggiorno alternativi per i familiari e monitorare attentamente l’iter del decreto. Una bozza pubblica è attesa dopo la prossima riunione di governo, prevista indicativamente per fine novembre.
Fonti del ministero dell’Interno hanno confermato che sono in corso consultazioni con i partner di coalizione e che un testo definitivo potrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri “entro poche settimane”. Se approvato, il provvedimento rappresenterebbe la terza grande riforma sull’immigrazione in soli due anni, dopo la Legge 187/2024 (dicembre 2024) e il Decreto-Legge 48/2025 (aprile 2025), entrambi già inaspriti i requisiti di residenza e ampliato i poteri di detenzione.
Le associazioni datoriali avvertono che ulteriori restrizioni potrebbero complicare l’acquisizione di talenti. “I dirigenti senior esitano ad accettare incarichi in Italia se non possono portare con sé familiari adulti o genitori anziani”, ha sottolineato la task force mobilità di Confindustria. Anche le scuole internazionali di Milano e Roma temono cali nelle iscrizioni se le famiglie dovessero essere divise tra paesi diversi.
Le associazioni di tutela si preparano a ricorsi legali. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati sostiene che la proposta potrebbe violare la Direttiva UE 2003/86/CE sul ricongiungimento familiare, che obbliga gli Stati membri a facilitare l’ingresso dei familiari a carico per motivi umanitari. Un eventuale conflitto con la normativa europea potrebbe innescare procedure d’infrazione simili a quelle affrontate dall’Italia nel 2018 dopo i precedenti decreti sicurezza di Salvini.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: le strategie sui visti valide quest’anno potrebbero non esserlo più nel 2026. Le aziende dovrebbero rivedere i budget per i trasferimenti includendo possibili ricorsi o permessi di soggiorno alternativi per i familiari e monitorare attentamente l’iter del decreto. Una bozza pubblica è attesa dopo la prossima riunione di governo, prevista indicativamente per fine novembre.
Fonte: ANSA