
Il presidente Karol Nawrocki ha dichiarato ai suoi sostenitori il 15 novembre di aver firmato una legge che estende per l’ultima volta il sostegno finanziario e sociale ai rifugiati ucraini di guerra, sottolineando che in futuro l’assistenza sarà concessa solo se i rifugiati saranno “trattati alla pari con tutte le altre minoranze nazionali”.
Secondo la presidenza, la nuova normativa prolunga i benefici speciali e lo status legale per gli ucraini solo fino a marzo 2026, dopodiché ogni ulteriore aiuto dovrà ricevere una nuova approvazione parlamentare. Il presidente si è opposto a bozze precedenti che prevedevano pagamenti incondizionati di 800 zloty per i figli di ucraini disoccupati, definendo tali misure ingiuste nei confronti dei contribuenti polacchi.
La dichiarazione arriva dopo mesi di contese politiche: un disegno di legge di agosto era stato bocciato da Nawrocki, costringendo il Sejm a rivedere i criteri di accesso, legando ora la maggior parte dei sussidi sociali all’occupazione o alla frequenza scolastica. La sua ultima firma evita un’interruzione immediata dell’assistenza, ma lascia incertezza sulle strutture di supporto a lungo termine.
Per i datori di lavoro, la prospettiva di regole più rigide sul welfare potrebbe accelerare l’ingresso degli ucraini nel mercato del lavoro, contribuendo ad alleviare la cronica carenza di personale nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’assistenza agli anziani. I team HR dovrebbero prepararsi a un aumento delle richieste di rinnovo di permessi di lavoro e carte di soggiorno, man mano che i rifugiati passeranno dall’assistenza sociale all’occupazione.
I programmi di mobilità che supportano i lavoratori ucraini o le loro famiglie dovrebbero rivedere le indennità e i servizi di consulenza, poiché l’accesso all’assistenza sanitaria pubblica e ai benefici per i figli potrebbe diventare più restrittivo dopo marzo 2026, salvo l’adozione di nuove leggi.
Secondo la presidenza, la nuova normativa prolunga i benefici speciali e lo status legale per gli ucraini solo fino a marzo 2026, dopodiché ogni ulteriore aiuto dovrà ricevere una nuova approvazione parlamentare. Il presidente si è opposto a bozze precedenti che prevedevano pagamenti incondizionati di 800 zloty per i figli di ucraini disoccupati, definendo tali misure ingiuste nei confronti dei contribuenti polacchi.
La dichiarazione arriva dopo mesi di contese politiche: un disegno di legge di agosto era stato bocciato da Nawrocki, costringendo il Sejm a rivedere i criteri di accesso, legando ora la maggior parte dei sussidi sociali all’occupazione o alla frequenza scolastica. La sua ultima firma evita un’interruzione immediata dell’assistenza, ma lascia incertezza sulle strutture di supporto a lungo termine.
Per i datori di lavoro, la prospettiva di regole più rigide sul welfare potrebbe accelerare l’ingresso degli ucraini nel mercato del lavoro, contribuendo ad alleviare la cronica carenza di personale nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’assistenza agli anziani. I team HR dovrebbero prepararsi a un aumento delle richieste di rinnovo di permessi di lavoro e carte di soggiorno, man mano che i rifugiati passeranno dall’assistenza sociale all’occupazione.
I programmi di mobilità che supportano i lavoratori ucraini o le loro famiglie dovrebbero rivedere le indennità e i servizi di consulenza, poiché l’accesso all’assistenza sanitaria pubblica e ai benefici per i figli potrebbe diventare più restrittivo dopo marzo 2026, salvo l’adozione di nuove leggi.
Fonte: Komersant Ukrainian