
In occasione della Settimana Internazionale di Sensibilizzazione sulle Frodi (16-22 novembre 2025), l’Australia si unisce a Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda in una campagna coordinata per combattere le truffe sui visti. L’iniziativa “Combattere le Frodi sui Visti”, annunciata dall’Ambasciata australiana a Bangkok il 17 novembre, mette in guardia i viaggiatori potenziali contro agenti senza scrupoli che promettono visti garantiti o scorciatoie, come pagamenti tramite canali social.
La campagna prevede infografiche multilingue sui social media, eventi di sensibilizzazione organizzati dall’ambasciata e un portale per segnalare sospette frodi al Dipartimento degli Affari Interni. Secondo i dati dell’ambasciata, oltre 110.000 cittadini thailandesi hanno viaggiato in Australia lo scorso anno, rendendo la Thailandia un mercato chiave per visti turistici, studenti e working holiday.
Le autorità segnalano un aumento del 32% delle truffe legate ai visti nel Sud-est asiatico nel 2024-25, con perdite che vanno da certificati sanitari falsificati a false tariffe per “elaborazione prioritaria”. La partnership internazionale punta a condividere informazioni sulle organizzazioni criminali e a uniformare i messaggi di educazione pubblica nei principali mercati di destinazione.
Per le aziende che trasferiscono personale dalla regione, il messaggio è chiaro: utilizzare solo agenti di migrazione registrati e canali di pagamento ufficiali. In caso contrario, si rischiano rifiuti delle domande, costi imprevisti e danni alla reputazione.
L’ambasciata indirizza i richiedenti al sito del Dipartimento degli Affari Interni, ricordando che l’Australia non richiede mai pagamenti tramite social media o app di terze parti.
La campagna prevede infografiche multilingue sui social media, eventi di sensibilizzazione organizzati dall’ambasciata e un portale per segnalare sospette frodi al Dipartimento degli Affari Interni. Secondo i dati dell’ambasciata, oltre 110.000 cittadini thailandesi hanno viaggiato in Australia lo scorso anno, rendendo la Thailandia un mercato chiave per visti turistici, studenti e working holiday.
Le autorità segnalano un aumento del 32% delle truffe legate ai visti nel Sud-est asiatico nel 2024-25, con perdite che vanno da certificati sanitari falsificati a false tariffe per “elaborazione prioritaria”. La partnership internazionale punta a condividere informazioni sulle organizzazioni criminali e a uniformare i messaggi di educazione pubblica nei principali mercati di destinazione.
Per le aziende che trasferiscono personale dalla regione, il messaggio è chiaro: utilizzare solo agenti di migrazione registrati e canali di pagamento ufficiali. In caso contrario, si rischiano rifiuti delle domande, costi imprevisti e danni alla reputazione.
L’ambasciata indirizza i richiedenti al sito del Dipartimento degli Affari Interni, ricordando che l’Australia non richiede mai pagamenti tramite social media o app di terze parti.
Fonte: Australian Embassy Bangkok
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