
Il governo britannico il 18 novembre ha annunciato la riforma più radicale del suo sistema di asilo degli ultimi decenni, sostituendo il precedente piano di esternalizzazione in stile Ruanda con un regime di “protezione temporanea” ispirato alla Danimarca. I rifugiati che arrivano irregolarmente riceveranno uno status a breve termine, saranno riesaminati ogni 30 mesi e dovranno attendere 20 anni per ottenere il permesso di soggiorno permanente. Sono inoltre minacciati divieti di visto contro i paesi di origine che non collaborano nei rimpatri.
Per la Francia, il pacchetto ha conseguenze operative immediate. Le coste francesi e i porti del Canale ospitano già pattugliamenti congiunti e centri di accoglienza nell’ambito del trattato bilaterale “uno dentro, uno fuori” firmato ad agosto. Parigi prevede ora che un numero maggiore di richiedenti asilo respinti venga rimpatriato con voli charter britannici verso aeroporti francesi, e in tempi più rapidi. Funzionari del ministero dell’Interno hanno dichiarato a La Tribune di attendersi fino a 200 rimpatri aggiuntivi al mese all’inizio del 2026, con la necessità di potenziare le strutture di accoglienza vicino a Lille e Calais e di inasprire le sanzioni per le compagnie aeree che non raccolgono dati biometrici.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero preparare il personale in transito nel nord della Francia a controlli d’identità più rigorosi. Gli esperti di diritto del lavoro avvertono che gli autisti di brevi tratte impegnati in consegne intra-aziendali potrebbero subire ritardi se scambiati per potenziali irregolari. Le aziende che distaccano cittadini britannici in entità francesi dovranno dimostrare la conformità alle notifiche per lavoratori distaccati per evitare controlli mirati su “lavoro irregolare legato ai traversamenti in piccole imbarcazioni”.
A medio termine, l’inasprimento della posizione britannica potrebbe aumentare le domande di asilo direttamente in Francia. Il portale France-Visas segnala già appuntamenti più lunghi nelle prefetture di Hauts-de-France e Normandia. I team di ricollocamento dovrebbero monitorare i tempi di elaborazione per i permessi “dipendente in missione” e “Carta Blu UE” in queste regioni, che potrebbero vedere una riallocazione del personale prefettizio verso le pratiche di asilo.
Sul piano politico, Parigi sta valutando se imitare la mossa britannica introducendo permessi umanitari rinnovabili biennali al posto delle attuali carte di protezione quadriennali, segnale che il dibattito sull’asilo attraverso il Canale della Manica si sta allontanando sempre più dalle posizioni prevalenti nell’UE.
Per la Francia, il pacchetto ha conseguenze operative immediate. Le coste francesi e i porti del Canale ospitano già pattugliamenti congiunti e centri di accoglienza nell’ambito del trattato bilaterale “uno dentro, uno fuori” firmato ad agosto. Parigi prevede ora che un numero maggiore di richiedenti asilo respinti venga rimpatriato con voli charter britannici verso aeroporti francesi, e in tempi più rapidi. Funzionari del ministero dell’Interno hanno dichiarato a La Tribune di attendersi fino a 200 rimpatri aggiuntivi al mese all’inizio del 2026, con la necessità di potenziare le strutture di accoglienza vicino a Lille e Calais e di inasprire le sanzioni per le compagnie aeree che non raccolgono dati biometrici.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero preparare il personale in transito nel nord della Francia a controlli d’identità più rigorosi. Gli esperti di diritto del lavoro avvertono che gli autisti di brevi tratte impegnati in consegne intra-aziendali potrebbero subire ritardi se scambiati per potenziali irregolari. Le aziende che distaccano cittadini britannici in entità francesi dovranno dimostrare la conformità alle notifiche per lavoratori distaccati per evitare controlli mirati su “lavoro irregolare legato ai traversamenti in piccole imbarcazioni”.
A medio termine, l’inasprimento della posizione britannica potrebbe aumentare le domande di asilo direttamente in Francia. Il portale France-Visas segnala già appuntamenti più lunghi nelle prefetture di Hauts-de-France e Normandia. I team di ricollocamento dovrebbero monitorare i tempi di elaborazione per i permessi “dipendente in missione” e “Carta Blu UE” in queste regioni, che potrebbero vedere una riallocazione del personale prefettizio verso le pratiche di asilo.
Sul piano politico, Parigi sta valutando se imitare la mossa britannica introducendo permessi umanitari rinnovabili biennali al posto delle attuali carte di protezione quadriennali, segnale che il dibattito sull’asilo attraverso il Canale della Manica si sta allontanando sempre più dalle posizioni prevalenti nell’UE.
Fonte: The National / Wikipedia
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
Rapporto di Human Rights Watch su Mayotte collega la crisi educativa ai controlli sull'immigrazione
Gli aeroporti francesi aderiscono alla “Giornata Mondiale del Passeggero” – ma le associazioni dei consumatori avvertono del rischio di riduzione dei diritti di risarcimento nell’UE