
L'opposizione australiana, la Coalizione, ha iniziato a delineare una delle riduzioni più significative dell'immigrazione dagli anni '90. In interviste e briefing interni del 18 novembre, la vice leader liberale Sussan Ley e il ministro ombra per gli affari interni Jonno Duniam hanno confermato che un futuro governo della Coalizione ridurrà "significativamente" sia l'immigrazione qualificata sia il numero di studenti internazionali. I parlamentari di spicco hanno indicato che il partito vuole che il saldo migratorio netto scenda ben al di sotto della proiezione del Tesoro di 260.000 persone per il 2025-26, collegando qualsiasi limite futuro alla capacità degli stati di costruire nuove abitazioni, posti letto ospedalieri e aule scolastiche.
Sebbene la Coalizione non rilascerà un numero ufficiale fino a poco prima delle elezioni del 2028, i membri della base spingono per un ritorno ai livelli dell’era Howard, intorno ai 100.000 migranti permanenti all’anno. Sostengono che l’immigrazione guidata dalla domanda stia peggiorando l’accessibilità abitativa e mettendo sotto pressione le infrastrutture. I moderati all’interno del partito avvertono che eventuali tagli non devono demonizzare le comunità multiculturali e dovrebbero essere accompagnati da una pianificazione solida del mercato del lavoro, in modo da colmare le reali carenze di competenze, soprattutto nei settori dell’edilizia e della sanità.
I gruppi imprenditoriali hanno avvertito che tagli bruschi potrebbero avere effetti contrari. Il CEO della Commonwealth Bank, Matt Comyn, ha dichiarato a una commissione parlamentare che l’invecchiamento della popolazione australiana richiederà almeno 180.000 migranti all’anno per mantenere la crescita della forza lavoro e delle entrate fiscali. Anche Universities Australia ha lanciato segnali d’allarme, sottolineando che gli stranieri rappresentano ora un quarto delle iscrizioni e generano miliardi di dollari di entrate da esportazioni; una riduzione improvvisa potrebbe causare perdite di posti di lavoro nei campus e nelle economie regionali che dipendono dalla spesa degli studenti.
Gli analisti politici affermano che l’annuncio aumenta la pressione politica sul governo Albanese, che ha mantenuto il programma di immigrazione permanente di quest’anno a 185.000 posti ma sta già restringendo i percorsi per i visti temporanei. Se la Coalizione dovesse vincere, erediterà il nuovo visto Skills-in-Demand a tre canali e requisiti più severi in termini di finanze e lingua inglese per gli studenti; invertire queste misure richiederebbe una nuova legislazione. Al contrario, tagliare l’immigrazione senza aumentare la costruzione di case potrebbe aggravare la carenza di manodopera e rallentare la crescita del PIL, secondo Deloitte Access Economics.
Per datori di lavoro e istituti di istruzione, la conclusione immediata è l’incertezza: le regole sui visti potrebbero cambiare di nuovo entro tre anni. Le aziende che dipendono da lavoratori sponsorizzati dovrebbero accelerare le nomine finché valgono le regole attuali, e le università potrebbero dover diversificare le iscrizioni oltre i mercati ad alto rischio già sottoposti a controlli più severi. I team di mobilità dovrebbero pianificare scenari con un flusso ridotto di lavoratori qualificati, tempi più lunghi per le sponsorizzazioni aziendali e possibili nuove tariffe sui visti per studenti, qualora la Coalizione volesse recuperare entrate dopo l’introduzione di un tetto.
Sebbene la Coalizione non rilascerà un numero ufficiale fino a poco prima delle elezioni del 2028, i membri della base spingono per un ritorno ai livelli dell’era Howard, intorno ai 100.000 migranti permanenti all’anno. Sostengono che l’immigrazione guidata dalla domanda stia peggiorando l’accessibilità abitativa e mettendo sotto pressione le infrastrutture. I moderati all’interno del partito avvertono che eventuali tagli non devono demonizzare le comunità multiculturali e dovrebbero essere accompagnati da una pianificazione solida del mercato del lavoro, in modo da colmare le reali carenze di competenze, soprattutto nei settori dell’edilizia e della sanità.
I gruppi imprenditoriali hanno avvertito che tagli bruschi potrebbero avere effetti contrari. Il CEO della Commonwealth Bank, Matt Comyn, ha dichiarato a una commissione parlamentare che l’invecchiamento della popolazione australiana richiederà almeno 180.000 migranti all’anno per mantenere la crescita della forza lavoro e delle entrate fiscali. Anche Universities Australia ha lanciato segnali d’allarme, sottolineando che gli stranieri rappresentano ora un quarto delle iscrizioni e generano miliardi di dollari di entrate da esportazioni; una riduzione improvvisa potrebbe causare perdite di posti di lavoro nei campus e nelle economie regionali che dipendono dalla spesa degli studenti.
Gli analisti politici affermano che l’annuncio aumenta la pressione politica sul governo Albanese, che ha mantenuto il programma di immigrazione permanente di quest’anno a 185.000 posti ma sta già restringendo i percorsi per i visti temporanei. Se la Coalizione dovesse vincere, erediterà il nuovo visto Skills-in-Demand a tre canali e requisiti più severi in termini di finanze e lingua inglese per gli studenti; invertire queste misure richiederebbe una nuova legislazione. Al contrario, tagliare l’immigrazione senza aumentare la costruzione di case potrebbe aggravare la carenza di manodopera e rallentare la crescita del PIL, secondo Deloitte Access Economics.
Per datori di lavoro e istituti di istruzione, la conclusione immediata è l’incertezza: le regole sui visti potrebbero cambiare di nuovo entro tre anni. Le aziende che dipendono da lavoratori sponsorizzati dovrebbero accelerare le nomine finché valgono le regole attuali, e le università potrebbero dover diversificare le iscrizioni oltre i mercati ad alto rischio già sottoposti a controlli più severi. I team di mobilità dovrebbero pianificare scenari con un flusso ridotto di lavoratori qualificati, tempi più lunghi per le sponsorizzazioni aziendali e possibili nuove tariffe sui visti per studenti, qualora la Coalizione volesse recuperare entrate dopo l’introduzione di un tetto.
Fonte: The Guardian Australia
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