
La Polonia ha attivato il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea in 38 punti di controllo terrestri, aerei, ferroviari e marittimi, segnando l’aggiornamento tecnologico più significativo alle frontiere del Paese dal suo ingresso nell’area Schengen nel 2007. La piattaforma biometrica, che registra i movimenti di ogni viaggiatore non appartenente all’UE in entrata o uscita dal blocco, è stata attivata a livello nazionale il 21 novembre, dopo una fase pilota di sei settimane lungo il confine con l’Ucraina. L’aeroporto Chopin di Varsavia è stato collegato all’inizio della settimana, e il Ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha annunciato che i restanti 140 punti di controllo polacchi saranno operativi entro il 4 dicembre.
L’EES sostituisce la procedura manuale di timbratura del passaporto con una registrazione completamente digitale che acquisisce impronte digitali, immagine del volto, dati del passaporto e timbri temporali e di luogo per ogni attraversamento. I viaggiatori provenienti da Paesi esenti da visto non riceveranno più il timbro d’ingresso Schengen; invece, il loro limite di 90/180 giorni sarà calcolato automaticamente. Le guardie di frontiera ricevono avvisi immediati in caso di permanenza oltre il consentito, e il sistema incrocia in tempo reale più banche dati di sicurezza dell’UE.
Per i viaggiatori d’affari e i lavoratori distaccati, la novità significa code più brevi — una volta registrati i dati biometrici — e meno controversie sulle permanenze oltre il limite. Tuttavia, i nuovi utenti devono aspettarsi tempi di elaborazione più lunghi, poiché gli agenti acquisiscono impronte e scansioni facciali. Le multinazionali consigliano al personale di arrivare in anticipo e di portare con sé prove di residenza o dello status lavorativo, nel caso in cui gli agenti debbano confrontare il nuovo registro digitale con i documenti tradizionali.
L’aggiornamento prepara anche il terreno per la tanto attesa autorizzazione di viaggio ETIAS dell’UE, ora prevista per metà 2026, e per le future corsie “smart border” che permetteranno ai viaggiatori pre-autorizzati di entrare in Polonia tramite un varco elettronico con riconoscimento facciale in tempo reale. Le autorità polacche dichiarano che quasi 600.000 cittadini di Paesi terzi sono già stati processati tramite l’EES durante il roll-out graduale, offrendo agli agenti un quadro dettagliato e aggiornato dei flussi di frontiera.
Kierwiński ha inquadrato il lancio come parte di un più ampio rafforzamento della sicurezza, dopo una serie di attacchi ibridi attribuiti a Russia e Bielorussia. «Un perimetro biometrico unificato rafforza sia la sicurezza sia l’integrità dell’area Schengen», ha detto, aggiungendo che i dati aiuteranno anche a contrastare le frodi documentali e le reti di traffico di migranti.
L’EES sostituisce la procedura manuale di timbratura del passaporto con una registrazione completamente digitale che acquisisce impronte digitali, immagine del volto, dati del passaporto e timbri temporali e di luogo per ogni attraversamento. I viaggiatori provenienti da Paesi esenti da visto non riceveranno più il timbro d’ingresso Schengen; invece, il loro limite di 90/180 giorni sarà calcolato automaticamente. Le guardie di frontiera ricevono avvisi immediati in caso di permanenza oltre il consentito, e il sistema incrocia in tempo reale più banche dati di sicurezza dell’UE.
Per i viaggiatori d’affari e i lavoratori distaccati, la novità significa code più brevi — una volta registrati i dati biometrici — e meno controversie sulle permanenze oltre il limite. Tuttavia, i nuovi utenti devono aspettarsi tempi di elaborazione più lunghi, poiché gli agenti acquisiscono impronte e scansioni facciali. Le multinazionali consigliano al personale di arrivare in anticipo e di portare con sé prove di residenza o dello status lavorativo, nel caso in cui gli agenti debbano confrontare il nuovo registro digitale con i documenti tradizionali.
L’aggiornamento prepara anche il terreno per la tanto attesa autorizzazione di viaggio ETIAS dell’UE, ora prevista per metà 2026, e per le future corsie “smart border” che permetteranno ai viaggiatori pre-autorizzati di entrare in Polonia tramite un varco elettronico con riconoscimento facciale in tempo reale. Le autorità polacche dichiarano che quasi 600.000 cittadini di Paesi terzi sono già stati processati tramite l’EES durante il roll-out graduale, offrendo agli agenti un quadro dettagliato e aggiornato dei flussi di frontiera.
Kierwiński ha inquadrato il lancio come parte di un più ampio rafforzamento della sicurezza, dopo una serie di attacchi ibridi attribuiti a Russia e Bielorussia. «Un perimetro biometrico unificato rafforza sia la sicurezza sia l’integrità dell’area Schengen», ha detto, aggiungendo che i dati aiuteranno anche a contrastare le frodi documentali e le reti di traffico di migranti.
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