
Nello stesso discorso parlamentare del 19 novembre, il Ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha invitato gli Stati membri dell’UE a istituire una “zona di contenimento” di 30 chilometri per limitare gli spostamenti intra-Schengen dei diplomatici russi accreditati, richiamando le misure già adottate dai Paesi baltici. Sikorski ha sottolineato che le informazioni raccolte dal sabotaggio ferroviario del fine settimana mostrano come agenti russi utilizzino targhe diplomatiche per effettuare ricognizioni ben oltre le loro sedi ufficiali.
Secondo le attuali regole di Schengen, i diplomatici possono viaggiare liberamente all’interno della zona, un privilegio che, ha detto Sikorski, “viene strumentalizzato contro le infrastrutture critiche europee”. La proposta polacca obbligherebbe il personale delle missioni russe a richiedere un’autorizzazione preventiva per spostamenti fuori da un’area ristretta, permettendo agli Stati ospitanti di negare o monitorare viaggi ritenuti sospetti.
Gli esperti legali osservano che, sebbene la Convenzione di Vienna garantisca la libertà di movimento ai diplomatici, l’Articolo 12 consente ai governi ospitanti di designare zone di sicurezza speciali per motivi di sicurezza nazionale. La Francia ha invocato brevemente questa clausola nel 2020 per limitare il personale dell’ambasciata siriana, creando un precedente che l’UE potrebbe replicare.
Se adottata, la misura riguarderebbe immediatamente circa 40 funzionari russi ancora accreditati in Polonia e diverse centinaia in Germania, Repubblica Ceca e Lituania. I viaggiatori d’affari dovranno aspettarsi controlli d’identità occasionali vicino ad aeroporti, snodi ferroviari e impianti energetici, mentre le unità di frontiera testeranno nuovi protocolli di monitoraggio. La mossa potrebbe inoltre spingere la Russia a imporre restrizioni simili ai diplomatici europei, complicando le visite di aziende europee nella Federazione Russa.
Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna ha confermato di aver ricevuto la proposta polacca; le discussioni sono previste per il Consiglio Affari Esteri del 25 novembre. Fino ad allora, le autorità polacche annunciano un’intensificazione delle pattuglie intorno alle missioni e la possibile imposizione unilaterale di requisiti di tracciamento tramite le reti di telecamere del traffico.
Secondo le attuali regole di Schengen, i diplomatici possono viaggiare liberamente all’interno della zona, un privilegio che, ha detto Sikorski, “viene strumentalizzato contro le infrastrutture critiche europee”. La proposta polacca obbligherebbe il personale delle missioni russe a richiedere un’autorizzazione preventiva per spostamenti fuori da un’area ristretta, permettendo agli Stati ospitanti di negare o monitorare viaggi ritenuti sospetti.
Gli esperti legali osservano che, sebbene la Convenzione di Vienna garantisca la libertà di movimento ai diplomatici, l’Articolo 12 consente ai governi ospitanti di designare zone di sicurezza speciali per motivi di sicurezza nazionale. La Francia ha invocato brevemente questa clausola nel 2020 per limitare il personale dell’ambasciata siriana, creando un precedente che l’UE potrebbe replicare.
Se adottata, la misura riguarderebbe immediatamente circa 40 funzionari russi ancora accreditati in Polonia e diverse centinaia in Germania, Repubblica Ceca e Lituania. I viaggiatori d’affari dovranno aspettarsi controlli d’identità occasionali vicino ad aeroporti, snodi ferroviari e impianti energetici, mentre le unità di frontiera testeranno nuovi protocolli di monitoraggio. La mossa potrebbe inoltre spingere la Russia a imporre restrizioni simili ai diplomatici europei, complicando le visite di aziende europee nella Federazione Russa.
Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna ha confermato di aver ricevuto la proposta polacca; le discussioni sono previste per il Consiglio Affari Esteri del 25 novembre. Fino ad allora, le autorità polacche annunciano un’intensificazione delle pattuglie intorno alle missioni e la possibile imposizione unilaterale di requisiti di tracciamento tramite le reti di telecamere del traffico.
Fonte: Reuters
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