
Durante una conferenza stampa a Dhaka il 25 novembre, l'Alto Commissario britannico Sarah Cooke ha presentato una campagna guidata dal Regno Unito per contrastare le frodi sui visti, rivolta ai richiedenti bengalesi. L'iniziativa invita i potenziali migranti a utilizzare esclusivamente canali ufficiali, dopo un aumento delle truffe che promettono “visti garantiti per il Regno Unito” in cambio di ingenti somme di denaro.
Cooke ha sottolineato che la facilitazione fraudolenta non solo svuota i risparmi, ma espone anche le vittime a traffico di esseri umani e altre forme di sfruttamento. I responsabili rischiano pesanti sanzioni, inclusi divieti di ingresso nel Regno Unito fino a 10 anni. L’Alta Commissione intensificherà la comunicazione sui social media, collaborerà con ONG locali e forze dell’ordine, e organizzerà sportelli informativi in fiere dell’istruzione e eventi di reclutamento.
Per i datori di lavoro che cercano talenti in Bangladesh e nei paesi limitrofi, l’annuncio è di grande rilievo. I lavoratori sorpresi con documenti falsi potrebbero causare la sospensione della licenza di sponsor, mentre i candidati autentici potrebbero subire ritardi nelle pratiche a causa di un controllo più rigoroso da parte di UKVI sulle domande bengalesi. I team HR dovrebbero quindi rafforzare le procedure di verifica dei documenti e indirizzare i candidati al portale gov.uk, evitando intermediari non autorizzati.
La campagna si inserisce in un contesto più ampio, con dati del Home Office che mostrano un aumento del 51% delle ispezioni nei luoghi di lavoro nell’ultimo anno. Gli sponsor dei visti devono prepararsi a un maggior numero di controlli e mantenere registri accurati sul diritto al lavoro.
Consiglio pratico: aggiornare le checklist di onboarding includendo sessioni specifiche di sensibilizzazione sulle frodi per i nuovi assunti provenienti da giurisdizioni ad alto rischio.
Cooke ha sottolineato che la facilitazione fraudolenta non solo svuota i risparmi, ma espone anche le vittime a traffico di esseri umani e altre forme di sfruttamento. I responsabili rischiano pesanti sanzioni, inclusi divieti di ingresso nel Regno Unito fino a 10 anni. L’Alta Commissione intensificherà la comunicazione sui social media, collaborerà con ONG locali e forze dell’ordine, e organizzerà sportelli informativi in fiere dell’istruzione e eventi di reclutamento.
Per i datori di lavoro che cercano talenti in Bangladesh e nei paesi limitrofi, l’annuncio è di grande rilievo. I lavoratori sorpresi con documenti falsi potrebbero causare la sospensione della licenza di sponsor, mentre i candidati autentici potrebbero subire ritardi nelle pratiche a causa di un controllo più rigoroso da parte di UKVI sulle domande bengalesi. I team HR dovrebbero quindi rafforzare le procedure di verifica dei documenti e indirizzare i candidati al portale gov.uk, evitando intermediari non autorizzati.
La campagna si inserisce in un contesto più ampio, con dati del Home Office che mostrano un aumento del 51% delle ispezioni nei luoghi di lavoro nell’ultimo anno. Gli sponsor dei visti devono prepararsi a un maggior numero di controlli e mantenere registri accurati sul diritto al lavoro.
Consiglio pratico: aggiornare le checklist di onboarding includendo sessioni specifiche di sensibilizzazione sulle frodi per i nuovi assunti provenienti da giurisdizioni ad alto rischio.
Fonte: New Age (Bangladesh)
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