
In quella che i ministri hanno definito la più grande riforma della migrazione legale degli ultimi cinquant’anni, il Segretario di Stato per l’Interno Shabana Mahmood ha presentato il 20 novembre un nuovo quadro chiamato “Earned Settlement” che rivoluzionerà il percorso da uno status temporaneo alla residenza permanente nel Regno Unito.
Secondo il piano, il periodo di residenza richiesto per la maggior parte dei titolari di visto per ottenere il Permesso di Soggiorno Indefinito (Indefinite Leave to Remain, ILR) raddoppierà, passando da cinque a dieci anni. Solo i lavoratori ad alto reddito, i titolari del visto Global Talent e alcuni imprenditori manterranno un percorso accelerato di tre anni, mentre medici e infermieri del NHS conserveranno il percorso attuale di cinque anni. I lavoratori della sanità e dell’assistenza in ruoli meno remunerati dovranno attendere fino a 15 anni.
Elemento cruciale: chi ha usufruito di sussidi statali durante il soggiorno vedrà azzerarsi il conteggio e potrebbe dover aspettare fino a 25 anni, mentre chi è entrato illegalmente o ha superato la durata del visto potrebbe attendere fino a 30 anni.
Mahmood ha inoltre confermato che l’accesso alla maggior parte dei sussidi sociali e alle abitazioni pubbliche sarà limitato fino al conseguimento della cittadinanza britannica completa, ponendo fine al tradizionale legame tra residenza permanente e diritto ai fondi pubblici. I richiedenti il permesso di soggiorno dovranno comunque superare un test ampliato basato su quattro pilastri: durata della residenza, conoscenza avanzata dell’inglese, “buona condotta” e contributo economico o civico dimostrabile. Un sistema a punti potrà ridurre fino a due anni il periodo richiesto, premiando attività di integrazione come il volontariato o il raggiungimento del livello C1 di inglese.
Il Ministero dell’Interno stima che le nuove misure interesseranno quasi due milioni di migranti arrivati dopo gennaio 2021. Le autorità sostengono che la politica allevierà la pressione sui servizi pubblici e risponderà alle preoccupazioni degli elettori riguardo alla migrazione netta — che è rimasta superiore ai livelli pre-Brexit — senza chiudere le porte ai talenti globali. Tuttavia, le associazioni di categoria avvertono che il ritardo nell’ottenimento della residenza permanente potrebbe scoraggiare i lavoratori qualificati dal trasferirsi con le famiglie, aumentando i costi di reclutamento in settori come fintech, scienze della vita e industrie creative.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato riguarda la pianificazione della forza lavoro. I datori di lavoro dovranno prevedere budget più ampi per periodi più lunghi di sponsorizzazione dei visti e per i pagamenti ripetuti del contributo sanitario per l’immigrazione (Immigration Health Surcharge). I team HR dovranno inoltre affrontare un nuovo onere di conformità: monitorare le richieste di sussidi, i precedenti penali e le attività di integrazione dei dipendenti per confermare l’idoneità futura all’ILR. I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di iniziare subito a mappare i propri talenti e valutare visti alternativi — come quelli Global Talent o Innovator Founder — che potrebbero ancora offrire tempi di residenza più brevi.
Il governo aprirà una consultazione di 12 settimane sulle disposizioni transitorie e sulla legislazione secondaria, con il primo pacchetto di regole previsto per luglio 2026. Le multinazionali con un gran numero di sponsorizzati sono pronte a fare pressione per esenzioni, soprattutto per i ruoli a medio reddito dove persistono carenze di manodopera.
Secondo il piano, il periodo di residenza richiesto per la maggior parte dei titolari di visto per ottenere il Permesso di Soggiorno Indefinito (Indefinite Leave to Remain, ILR) raddoppierà, passando da cinque a dieci anni. Solo i lavoratori ad alto reddito, i titolari del visto Global Talent e alcuni imprenditori manterranno un percorso accelerato di tre anni, mentre medici e infermieri del NHS conserveranno il percorso attuale di cinque anni. I lavoratori della sanità e dell’assistenza in ruoli meno remunerati dovranno attendere fino a 15 anni.
Elemento cruciale: chi ha usufruito di sussidi statali durante il soggiorno vedrà azzerarsi il conteggio e potrebbe dover aspettare fino a 25 anni, mentre chi è entrato illegalmente o ha superato la durata del visto potrebbe attendere fino a 30 anni.
Mahmood ha inoltre confermato che l’accesso alla maggior parte dei sussidi sociali e alle abitazioni pubbliche sarà limitato fino al conseguimento della cittadinanza britannica completa, ponendo fine al tradizionale legame tra residenza permanente e diritto ai fondi pubblici. I richiedenti il permesso di soggiorno dovranno comunque superare un test ampliato basato su quattro pilastri: durata della residenza, conoscenza avanzata dell’inglese, “buona condotta” e contributo economico o civico dimostrabile. Un sistema a punti potrà ridurre fino a due anni il periodo richiesto, premiando attività di integrazione come il volontariato o il raggiungimento del livello C1 di inglese.
Il Ministero dell’Interno stima che le nuove misure interesseranno quasi due milioni di migranti arrivati dopo gennaio 2021. Le autorità sostengono che la politica allevierà la pressione sui servizi pubblici e risponderà alle preoccupazioni degli elettori riguardo alla migrazione netta — che è rimasta superiore ai livelli pre-Brexit — senza chiudere le porte ai talenti globali. Tuttavia, le associazioni di categoria avvertono che il ritardo nell’ottenimento della residenza permanente potrebbe scoraggiare i lavoratori qualificati dal trasferirsi con le famiglie, aumentando i costi di reclutamento in settori come fintech, scienze della vita e industrie creative.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato riguarda la pianificazione della forza lavoro. I datori di lavoro dovranno prevedere budget più ampi per periodi più lunghi di sponsorizzazione dei visti e per i pagamenti ripetuti del contributo sanitario per l’immigrazione (Immigration Health Surcharge). I team HR dovranno inoltre affrontare un nuovo onere di conformità: monitorare le richieste di sussidi, i precedenti penali e le attività di integrazione dei dipendenti per confermare l’idoneità futura all’ILR. I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di iniziare subito a mappare i propri talenti e valutare visti alternativi — come quelli Global Talent o Innovator Founder — che potrebbero ancora offrire tempi di residenza più brevi.
Il governo aprirà una consultazione di 12 settimane sulle disposizioni transitorie e sulla legislazione secondaria, con il primo pacchetto di regole previsto per luglio 2026. Le multinazionali con un gran numero di sponsorizzati sono pronte a fare pressione per esenzioni, soprattutto per i ruoli a medio reddito dove persistono carenze di manodopera.
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