
La National Indian Students and Alumni Union (NISAU) UK e l’agenzia globale ICEF hanno annunciato a Londra, il 28 novembre, una partnership strategica volta a “alzare gli standard” nel reclutamento degli studenti indiani per gli studi nel Regno Unito. La collaborazione prevede la definizione di standard condivisi per un reclutamento etico, la pubblicazione di dati congiunti e la creazione di un premio indipendente per riconoscere gli agenti responsabili.
Ogni anno oltre un milione di indiani studia all’estero, e più dell’80% si affida ad agenti privati. Una serie di inchieste – l’ultima delle quali riguarda dichiarazioni bancarie falsificate per le domande di visto UK – ha spinto università e Home Office a rafforzare i controlli. Sanam Arora, presidente di NISAU, ha sottolineato che la partnership “pone gli studenti al centro del processo”, mentre Markus Badde, CEO di ICEF, ha evidenziato l’importanza di una guida trasparente “dal primo contatto fino alla laurea”.
Le misure pratiche includono un modulo di formazione online sul codice di condotta per gli agenti, webinar congiunti per gli studenti interessati che spiegano le regole sui visti UK, e un premio annuale “Agente dell’Anno” che debutterà a febbraio 2026. Le istituzioni aderenti potranno certificare gli agenti conformi, in modo simile al sistema QEAC australiano.
Per i team di mobilità e ammissioni, l’iniziativa rappresenta una possibile scorciatoia per la due diligence: gli sponsor potranno affidarsi ad agenti certificati per ridurre il rischio di frodi documentali, che attualmente rappresentano il 6% dei rifiuti di visti studenteschi. Potrebbe inoltre migliorare la retention, rispondendo alle preoccupazioni del Dipartimento dell’Istruzione, secondo cui il tasso di abbandono tra gli studenti indiani è del 30% più alto quando le aspettative non sono gestite correttamente.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia del Regno Unito di offrire un’esperienza internazionale per studenti di alta qualità e integrità, in vista della revisione del Graduate Visa prevista per il 2026 da parte del Tesoro. Le università che adotteranno presto questi standard potrebbero ottenere un vantaggio competitivo nel mercato affollato del Sud Asia.
Ogni anno oltre un milione di indiani studia all’estero, e più dell’80% si affida ad agenti privati. Una serie di inchieste – l’ultima delle quali riguarda dichiarazioni bancarie falsificate per le domande di visto UK – ha spinto università e Home Office a rafforzare i controlli. Sanam Arora, presidente di NISAU, ha sottolineato che la partnership “pone gli studenti al centro del processo”, mentre Markus Badde, CEO di ICEF, ha evidenziato l’importanza di una guida trasparente “dal primo contatto fino alla laurea”.
Le misure pratiche includono un modulo di formazione online sul codice di condotta per gli agenti, webinar congiunti per gli studenti interessati che spiegano le regole sui visti UK, e un premio annuale “Agente dell’Anno” che debutterà a febbraio 2026. Le istituzioni aderenti potranno certificare gli agenti conformi, in modo simile al sistema QEAC australiano.
Per i team di mobilità e ammissioni, l’iniziativa rappresenta una possibile scorciatoia per la due diligence: gli sponsor potranno affidarsi ad agenti certificati per ridurre il rischio di frodi documentali, che attualmente rappresentano il 6% dei rifiuti di visti studenteschi. Potrebbe inoltre migliorare la retention, rispondendo alle preoccupazioni del Dipartimento dell’Istruzione, secondo cui il tasso di abbandono tra gli studenti indiani è del 30% più alto quando le aspettative non sono gestite correttamente.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia del Regno Unito di offrire un’esperienza internazionale per studenti di alta qualità e integrità, in vista della revisione del Graduate Visa prevista per il 2026 da parte del Tesoro. Le università che adotteranno presto questi standard potrebbero ottenere un vantaggio competitivo nel mercato affollato del Sud Asia.
Fonte: The Economic Times
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