
Il Dipartimento di Giustizia irlandese si impegna a ridurre i tempi di decisione per le domande di asilo in prima istanza, passando dall’attuale media di 18 mesi a soli 3-6 mesi entro giugno 2026. L’obiettivo, annunciato insieme a un pacchetto di finanziamenti da 12 milioni di euro, prevede l’assunzione di nuovi operatori, interpreti e personale per l’assistenza legale, oltre all’implementazione di una nuova piattaforma digitale per la gestione dei casi.
Secondo le norme UE, i richiedenti protezione possono accedere al mercato del lavoro dopo sei mesi. Una decisione più rapida consentirebbe quindi a molti di passare più velocemente a permessi di lavoro o ricongiungimenti familiari, offrendo alle aziende maggiore certezza nella pianificazione del personale. Gli esperti di immigrazione accolgono con favore l’ambizione, ma avvertono che tempi compressi devono essere accompagnati da risorse adeguate, altrimenti i tribunali potrebbero registrare un aumento di ricorsi e revisioni giudiziarie.
Se raggiunto, l’Irlanda diventerebbe una delle giurisdizioni europee più rapide in materia di asilo, migliorando la sua reputazione per efficienza amministrativa. Tuttavia, i consulenti per la mobilità dovrebbero prepararsi a un periodo di transizione in cui le vecchie pratiche arretrate verranno smaltite, con tempi di elaborazione irregolari fino al 2025.
Le aziende che si affidano ai richiedenti asilo per coprire posizioni di ingresso—soprattutto nei settori dell’ospitalità e dell’agricoltura—dovrebbero monitorare attentamente i dati di elaborazione e adeguare i tempi di inserimento. Il Dipartimento ha promesso dashboard mensili sulle performance a partire da gennaio 2026.
Gli studi legali sottolineano che decisioni più rapide potrebbero anche ridurre il tempo che molti richiedenti trascorrono nel sistema di Direct Provision, abbattendo i costi statali e accelerando l’integrazione sociale, a patto che le successive vie per il permesso di lavoro siano adeguatamente finanziate.
Secondo le norme UE, i richiedenti protezione possono accedere al mercato del lavoro dopo sei mesi. Una decisione più rapida consentirebbe quindi a molti di passare più velocemente a permessi di lavoro o ricongiungimenti familiari, offrendo alle aziende maggiore certezza nella pianificazione del personale. Gli esperti di immigrazione accolgono con favore l’ambizione, ma avvertono che tempi compressi devono essere accompagnati da risorse adeguate, altrimenti i tribunali potrebbero registrare un aumento di ricorsi e revisioni giudiziarie.
Se raggiunto, l’Irlanda diventerebbe una delle giurisdizioni europee più rapide in materia di asilo, migliorando la sua reputazione per efficienza amministrativa. Tuttavia, i consulenti per la mobilità dovrebbero prepararsi a un periodo di transizione in cui le vecchie pratiche arretrate verranno smaltite, con tempi di elaborazione irregolari fino al 2025.
Le aziende che si affidano ai richiedenti asilo per coprire posizioni di ingresso—soprattutto nei settori dell’ospitalità e dell’agricoltura—dovrebbero monitorare attentamente i dati di elaborazione e adeguare i tempi di inserimento. Il Dipartimento ha promesso dashboard mensili sulle performance a partire da gennaio 2026.
Gli studi legali sottolineano che decisioni più rapide potrebbero anche ridurre il tempo che molti richiedenti trascorrono nel sistema di Direct Provision, abbattendo i costi statali e accelerando l’integrazione sociale, a patto che le successive vie per il permesso di lavoro siano adeguatamente finanziate.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News