
L’avvicinamento della Francia alla Tunisia sta producendo risultati concreti sia per i viaggiatori che per i datori di lavoro. Il Console Generale francese a Tunisi, Dominique Mas, ha rivelato che solo il 18,3% delle 118.000 domande di visto a breve e lungo termine presentate dai tunisini tra gennaio e ottobre 2025 è stato respinto, rispetto a tassi di rifiuto che avevano superato il 35% durante la crisi dei “visti-quota” del 2021-22. I rifiuti per i visti a breve termine sono scesi al 13%, nonostante la domanda di visti Schengen dalla Tunisia sia cresciuta del 6% quest’anno.
Il disgelo segue la decisione di Parigi nel 2024 di eliminare i limiti basati sulle quote, dopo che Tunisi ha promesso una cooperazione più rapida nel rimpatrio dei migranti irregolari. Da allora, il consolato ha accelerato il rilascio di visti “di circolazione” pluriennali per viaggiatori d’affari frequenti, accademici e visitatori familiari, emettendo ora più permessi a lunga validità rispetto ai visti a ingresso singolo. La metà delle autorizzazioni concesse nel 2025 consente soggiorni di un anno o più, rispecchiando la domanda del mercato del lavoro francese per ingegneri francofoni, specialisti IT e laureati in ambito sanitario.
Per i datori di lavoro francesi, il calo del tasso di rifiuto elimina un ostacolo importante nell’acquisizione di talenti nordafricani. Le società di consulenza a Parigi riferiscono che le assunzioni di tecnici tunisini possono nuovamente contare su appuntamenti presso TLScontact entro quattro settimane, rispetto alle attese di tre mesi nel 2023. Anche le università ne beneficiano: le approvazioni per studenti sono aumentate del 9%, superando i 5.000, aiutando la Francia a mantenere la seconda posizione come destinazione più popolare per studenti africani dopo gli Stati Uniti.
I responsabili della mobilità dovrebbero comunque consigliare ai candidati tunisini di presentare dossier completi e prenotare per tempo gli appuntamenti biometrici: il consolato francese avverte che i picchi prima del Ramadan (fine febbraio 2026) e durante l’affollamento estivo potrebbero allungare i tempi di elaborazione. Le compagnie aeree segnalano che Air France aggiungerà una quarta rotazione giornaliera CDG–Tunisi da aprile 2026 per assorbire la domanda in ripresa.
Il significato geopolitico più ampio è evidente. Premiare la cooperazione della Tunisia sui rimpatri significa per Parigi inviare un segnale agli altri stati del Maghreb: la diplomazia migratoria può facilitare i viaggi d’affari, un messaggio probabilmente rivolto ad Algeri, dove le tensioni sui visti persistono.
Il disgelo segue la decisione di Parigi nel 2024 di eliminare i limiti basati sulle quote, dopo che Tunisi ha promesso una cooperazione più rapida nel rimpatrio dei migranti irregolari. Da allora, il consolato ha accelerato il rilascio di visti “di circolazione” pluriennali per viaggiatori d’affari frequenti, accademici e visitatori familiari, emettendo ora più permessi a lunga validità rispetto ai visti a ingresso singolo. La metà delle autorizzazioni concesse nel 2025 consente soggiorni di un anno o più, rispecchiando la domanda del mercato del lavoro francese per ingegneri francofoni, specialisti IT e laureati in ambito sanitario.
Per i datori di lavoro francesi, il calo del tasso di rifiuto elimina un ostacolo importante nell’acquisizione di talenti nordafricani. Le società di consulenza a Parigi riferiscono che le assunzioni di tecnici tunisini possono nuovamente contare su appuntamenti presso TLScontact entro quattro settimane, rispetto alle attese di tre mesi nel 2023. Anche le università ne beneficiano: le approvazioni per studenti sono aumentate del 9%, superando i 5.000, aiutando la Francia a mantenere la seconda posizione come destinazione più popolare per studenti africani dopo gli Stati Uniti.
I responsabili della mobilità dovrebbero comunque consigliare ai candidati tunisini di presentare dossier completi e prenotare per tempo gli appuntamenti biometrici: il consolato francese avverte che i picchi prima del Ramadan (fine febbraio 2026) e durante l’affollamento estivo potrebbero allungare i tempi di elaborazione. Le compagnie aeree segnalano che Air France aggiungerà una quarta rotazione giornaliera CDG–Tunisi da aprile 2026 per assorbire la domanda in ripresa.
Il significato geopolitico più ampio è evidente. Premiare la cooperazione della Tunisia sui rimpatri significa per Parigi inviare un segnale agli altri stati del Maghreb: la diplomazia migratoria può facilitare i viaggi d’affari, un messaggio probabilmente rivolto ad Algeri, dove le tensioni sui visti persistono.
Fonte: VisaHQ
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