
L'Assemblea Nazionale francese ha inserito a sorpresa, il 25 novembre, un emendamento al disegno di legge sul finanziamento della sicurezza sociale per il 2026 che obbliga tutti i cittadini non appartenenti all’UE con visto “visitatore” a lungo soggiorno (VLS-TS) a versare un contributo annuo fisso al sistema sanitario pubblico. L’emendamento, proposto dal deputato centrista François Gernigon, nasce dalle lamentele relative a pensionati stranieri che, dopo tre mesi dall’arrivo, hanno cancellato l’assicurazione privata trasferendo così l’intero costo delle cure al già sotto pressione sistema di protezione universale malattia (Puma).
Secondo le regole attuali, i titolari di VLS-TS che dimostrano un reddito sufficiente possono accedere al Puma dopo 90 giorni di permanenza in Francia, senza pagare nulla a meno che non scatti una tassa supplementare sugli investimenti. Il nuovo testo prevede il pagamento di una “quota minima” ancora da definire al momento del pagamento della tassa sul visto — probabilmente tramite il portale online ANEF — prima dell’emissione della carte Vitale. Fonti governative indicano che i ministeri della Salute e dell’Interno redigeranno il decreto attuativo all’inizio del 2026, definendo importo, esenzioni legate ai trattati bilaterali di sicurezza sociale e modalità di riscossione.
Per i team di mobilità aziendale, la proposta rappresenta più di un semplice problema di bilancio. Molte aziende utilizzano il visto visitatore per coniugi accompagnatori, stagisti in anno sabbatico o consulenti pagati all’estero. Dal 2026 dovranno includere il contributo — stimato tra i 300 e i 600 euro — nei costi di trasferimento e nelle valutazioni salariali. Gli avvocati specializzati in immigrazione d’impresa avvertono inoltre che le richieste di rinnovo presentate dopo l’entrata in vigore potrebbero essere respinte in caso di mancato pagamento, causando uscite impreviste dal territorio francese.
Sul piano politico, i sostenitori presentano la misura come una questione di equità: “I francesi all’estero raramente godono di assistenza sanitaria gratuita,” ha sottolineato Gernigon. I critici replicano che ciò potrebbe ridurre l’attrattività della Francia per pensionati benestanti e investitori della ‘silver economy’, un target che Parigi ha cercato di attrarre dopo aver abolito la tassa sulla ricchezza finanziaria nel 2018. Il Senato esaminerà il disegno di legge a dicembre; se approvato, la tassa potrebbe comparire sulle fatture dei visti dal 1° gennaio 2026. Il consiglio pratico per i team HR è di conservare la prova di pagamento per eventuali controlli e verificare se la quota sia rimborsabile tramite i piani sanitari aziendali.
Secondo le regole attuali, i titolari di VLS-TS che dimostrano un reddito sufficiente possono accedere al Puma dopo 90 giorni di permanenza in Francia, senza pagare nulla a meno che non scatti una tassa supplementare sugli investimenti. Il nuovo testo prevede il pagamento di una “quota minima” ancora da definire al momento del pagamento della tassa sul visto — probabilmente tramite il portale online ANEF — prima dell’emissione della carte Vitale. Fonti governative indicano che i ministeri della Salute e dell’Interno redigeranno il decreto attuativo all’inizio del 2026, definendo importo, esenzioni legate ai trattati bilaterali di sicurezza sociale e modalità di riscossione.
Per i team di mobilità aziendale, la proposta rappresenta più di un semplice problema di bilancio. Molte aziende utilizzano il visto visitatore per coniugi accompagnatori, stagisti in anno sabbatico o consulenti pagati all’estero. Dal 2026 dovranno includere il contributo — stimato tra i 300 e i 600 euro — nei costi di trasferimento e nelle valutazioni salariali. Gli avvocati specializzati in immigrazione d’impresa avvertono inoltre che le richieste di rinnovo presentate dopo l’entrata in vigore potrebbero essere respinte in caso di mancato pagamento, causando uscite impreviste dal territorio francese.
Sul piano politico, i sostenitori presentano la misura come una questione di equità: “I francesi all’estero raramente godono di assistenza sanitaria gratuita,” ha sottolineato Gernigon. I critici replicano che ciò potrebbe ridurre l’attrattività della Francia per pensionati benestanti e investitori della ‘silver economy’, un target che Parigi ha cercato di attrarre dopo aver abolito la tassa sulla ricchezza finanziaria nel 2018. Il Senato esaminerà il disegno di legge a dicembre; se approvato, la tassa potrebbe comparire sulle fatture dei visti dal 1° gennaio 2026. Il consiglio pratico per i team HR è di conservare la prova di pagamento per eventuali controlli e verificare se la quota sia rimborsabile tramite i piani sanitari aziendali.
Fonte: VisaHQ
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