
Il Belgio diventerà uno dei primi Stati membri dell’UE a consentire ai residenti di portare una carta d’identità legalmente valida sul proprio telefono. La ministra per la Modernizzazione del Governo, Vanessa Matz, ha dichiarato a The Brussels Times che una credenziale completamente digitale sarà disponibile nell’app MyGov.be nella prima metà del 2026. L’eID mobile avrà tutte le funzioni della carta plastificata attuale: la firma basata su chip per accedere ai portali governativi, il codice QR che gli agenti di polizia scannerizzano durante i controlli stradali e la striscia dati letta dalle guardie di frontiera Schengen per i viaggi all’interno dell’Europa.
Per i responsabili della mobilità internazionale, questa novità elimina uno dei principali ostacoli all’ingresso in Belgio. Attualmente, gli espatriati appena arrivati devono registrarsi presso il comune locale, attendere fino a tre settimane per il rilascio della carta di soggiorno e poi tornare di persona a ritirarla. Con la credenziale digitale attiva, i lavoratori stranieri potranno scaricare la prova di residenza pochi minuti dopo la verifica dell’indirizzo, riducendo i tempi di trasferimento e i costi di spedizione per le aziende.
Il Ministero dell’Interno sta elaborando linee guida operative affinché la Polizia Federale negli aeroporti di Bruxelles, Charleroi e Liegi possa accettare l’app per i viaggi intra-Schengen, seguendo l’esempio del progetto pilota olandese DigiD. Sono in corso trattative anche con Eurostar e Thalys per far sì che il codice QR possa fungere da identificativo automatico del biglietto, semplificando ulteriormente i pendolari transfrontalieri belgi che dividono il loro tempo tra Bruxelles, Parigi e Londra.
La sicurezza è stata un punto critico. Il nuovo sistema si baserà su crittografia a livello di dispositivo, sblocco biometrico del telefono e un servizio di revoca back-end che permetterà agli utenti di cancellare da remoto le credenziali in caso di smarrimento del dispositivo. Le autorità per la privacy insistono che l’eID debba essere conservato localmente, senza tracciamento centralizzato degli spostamenti dei cittadini. Il Centro Nazionale per la Cybersecurity ha completato i test di penetrazione e pubblicherà i risultati il prossimo mese.
Le aziende che impiegano personale straniero in Belgio dovrebbero aggiornare i manuali di mobilità, consigliare ai dipendenti di scaricare l’app MyGov.be e rivedere le procedure KYC: si prevede che banche e fondi di assicurazione sanitaria adotteranno la carta mobile come prova d’identità predefinita per l’onboarding a distanza. I fornitori di sistemi HRIS stanno già lavorando su connessioni API che permetteranno alle organizzazioni di estrarre direttamente dal database governativo le informazioni sullo status di residenza, aprendo la strada a notifiche di conformità in tempo reale.
Per i responsabili della mobilità internazionale, questa novità elimina uno dei principali ostacoli all’ingresso in Belgio. Attualmente, gli espatriati appena arrivati devono registrarsi presso il comune locale, attendere fino a tre settimane per il rilascio della carta di soggiorno e poi tornare di persona a ritirarla. Con la credenziale digitale attiva, i lavoratori stranieri potranno scaricare la prova di residenza pochi minuti dopo la verifica dell’indirizzo, riducendo i tempi di trasferimento e i costi di spedizione per le aziende.
Il Ministero dell’Interno sta elaborando linee guida operative affinché la Polizia Federale negli aeroporti di Bruxelles, Charleroi e Liegi possa accettare l’app per i viaggi intra-Schengen, seguendo l’esempio del progetto pilota olandese DigiD. Sono in corso trattative anche con Eurostar e Thalys per far sì che il codice QR possa fungere da identificativo automatico del biglietto, semplificando ulteriormente i pendolari transfrontalieri belgi che dividono il loro tempo tra Bruxelles, Parigi e Londra.
La sicurezza è stata un punto critico. Il nuovo sistema si baserà su crittografia a livello di dispositivo, sblocco biometrico del telefono e un servizio di revoca back-end che permetterà agli utenti di cancellare da remoto le credenziali in caso di smarrimento del dispositivo. Le autorità per la privacy insistono che l’eID debba essere conservato localmente, senza tracciamento centralizzato degli spostamenti dei cittadini. Il Centro Nazionale per la Cybersecurity ha completato i test di penetrazione e pubblicherà i risultati il prossimo mese.
Le aziende che impiegano personale straniero in Belgio dovrebbero aggiornare i manuali di mobilità, consigliare ai dipendenti di scaricare l’app MyGov.be e rivedere le procedure KYC: si prevede che banche e fondi di assicurazione sanitaria adotteranno la carta mobile come prova d’identità predefinita per l’onboarding a distanza. I fornitori di sistemi HRIS stanno già lavorando su connessioni API che permetteranno alle organizzazioni di estrarre direttamente dal database governativo le informazioni sullo status di residenza, aprendo la strada a notifiche di conformità in tempo reale.
Fonte: The Brussels Times / VisaHQ
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