
Tre sindacati che rappresentano i lavoratori del Musée du Louvre hanno annunciato uno sciopero per la notte tra il 14 e il 15 dicembre e “i giorni successivi fino al soddisfacimento delle richieste”, denunciando carenza di personale, erosione salariale e una gestione che privilegia acquisizioni di alto profilo a scapito della sicurezza e della manutenzione.
Lo sciopero segue un clamoroso furto di gioielli da 102 milioni di euro avvenuto a ottobre, la chiusura di una galleria per problemi strutturali e una perdita d’acqua nel weekend che ha danneggiato centinaia di libri rari. I sindacati affermano che il personale è ormai “l’ultima linea di difesa” del museo e chiedono assunzioni urgenti e una revisione del previsto aumento del 45% del prezzo del biglietto per i turisti extra-UE.
Se lo sciopero si concretizzerà, il museo più visitato al mondo potrebbe chiudere durante il picco di presenze pre-natalizio. Gli operatori turistici, già alle prese con disagi aeroportuali e ferroviari, dovranno riorganizzare le escursioni, mentre le compagnie aeree che trasportano turisti a lungo raggio verso Parigi rischiano richieste di rimborso secondo la normativa UE261 in caso di modifiche sostanziali agli itinerari. Anche gli organizzatori di eventi aziendali che prevedono cene nei saloni del museo potrebbero dover cambiare location all’ultimo momento.
Oltre al settore turistico, la vertenza evidenzia un problema più ampio per le aziende che distaccano personale in Francia: i disordini nel settore pubblico colpiscono sempre più spesso istituzioni culturali oltre ai nodi di trasporto. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire il caso Louvre come indicatore per il 2026, anno in cui sono previste trattative salariali simili a Orsay, Versailles e in diversi musei regionali.
Lo sciopero segue un clamoroso furto di gioielli da 102 milioni di euro avvenuto a ottobre, la chiusura di una galleria per problemi strutturali e una perdita d’acqua nel weekend che ha danneggiato centinaia di libri rari. I sindacati affermano che il personale è ormai “l’ultima linea di difesa” del museo e chiedono assunzioni urgenti e una revisione del previsto aumento del 45% del prezzo del biglietto per i turisti extra-UE.
Se lo sciopero si concretizzerà, il museo più visitato al mondo potrebbe chiudere durante il picco di presenze pre-natalizio. Gli operatori turistici, già alle prese con disagi aeroportuali e ferroviari, dovranno riorganizzare le escursioni, mentre le compagnie aeree che trasportano turisti a lungo raggio verso Parigi rischiano richieste di rimborso secondo la normativa UE261 in caso di modifiche sostanziali agli itinerari. Anche gli organizzatori di eventi aziendali che prevedono cene nei saloni del museo potrebbero dover cambiare location all’ultimo momento.
Oltre al settore turistico, la vertenza evidenzia un problema più ampio per le aziende che distaccano personale in Francia: i disordini nel settore pubblico colpiscono sempre più spesso istituzioni culturali oltre ai nodi di trasporto. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire il caso Louvre come indicatore per il 2026, anno in cui sono previste trattative salariali simili a Orsay, Versailles e in diversi musei regionali.
Fonte: Reuters
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