
La Polizia Federale brasiliana (PF) ha ufficialmente richiesto ai Ministeri della Giustizia e delle Finanze l’autorizzazione a un forte aumento della tariffa per il rilascio dei passaporti ordinari, che passerebbe dagli attuali 257,25 R$ a circa 430 R$. La richiesta, resa nota il 10 dicembre dal portale giuridico JusBrasil, rappresenta un incremento del 67,16% e sarebbe il primo adeguamento dal 2015, anno in cui la tariffa era aumentata del 64,8% e la validità del passaporto era stata estesa da cinque a dieci anni.
I funzionari della PF sostengono che la tariffa attuale non copre più i costi di registrazione biometrica, produzione della carta di sicurezza e del documento con chip, spese che sono aumentate con l’inflazione. Segnalano un indice IPCA cumulato superiore al 60% nell’ultimo decennio e sottolineano che, anche dopo l’aumento proposto, la tariffa brasiliana rimarrebbe inferiore a quella di molti Paesi del G20.
Il Ministero delle Finanze dovrà ora effettuare una valutazione dell’impatto regolamentare prima che la modifica possa essere approvata con decreto presidenziale. Gli operatori del settore prevedono un periodo di consultazione pubblica di almeno 30 giorni, il che significa che la nuova tariffa potrebbe entrare in vigore già da febbraio 2026, se approvata.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il costo più elevato influenzerà le previsioni di budget per i dipendenti e i loro familiari che necessitano di nuovi documenti di viaggio nel 2026. Le aziende che coprono le spese per il passaporto potrebbero voler anticipare i programmi di rinnovo prima dell’aumento, soprattutto per il personale con passaporti in scadenza tra fine 2026 e il 2027.
I viaggiatori dovrebbero inoltre tenere d’occhio possibili effetti collaterali: maggiori entrate potrebbero ridurre il rischio che la PF sospenda i servizi di rilascio passaporti — scenario minacciato brevemente nel 2023 a causa di carenze di fondi — ma potrebbero anche alimentare dibattiti politici sull’accessibilità per i cittadini a basso reddito e provocare code più lunghe, con i richiedenti che si affrettano a evitare l’aumento.
I funzionari della PF sostengono che la tariffa attuale non copre più i costi di registrazione biometrica, produzione della carta di sicurezza e del documento con chip, spese che sono aumentate con l’inflazione. Segnalano un indice IPCA cumulato superiore al 60% nell’ultimo decennio e sottolineano che, anche dopo l’aumento proposto, la tariffa brasiliana rimarrebbe inferiore a quella di molti Paesi del G20.
Il Ministero delle Finanze dovrà ora effettuare una valutazione dell’impatto regolamentare prima che la modifica possa essere approvata con decreto presidenziale. Gli operatori del settore prevedono un periodo di consultazione pubblica di almeno 30 giorni, il che significa che la nuova tariffa potrebbe entrare in vigore già da febbraio 2026, se approvata.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il costo più elevato influenzerà le previsioni di budget per i dipendenti e i loro familiari che necessitano di nuovi documenti di viaggio nel 2026. Le aziende che coprono le spese per il passaporto potrebbero voler anticipare i programmi di rinnovo prima dell’aumento, soprattutto per il personale con passaporti in scadenza tra fine 2026 e il 2027.
I viaggiatori dovrebbero inoltre tenere d’occhio possibili effetti collaterali: maggiori entrate potrebbero ridurre il rischio che la PF sospenda i servizi di rilascio passaporti — scenario minacciato brevemente nel 2023 a causa di carenze di fondi — ma potrebbero anche alimentare dibattiti politici sull’accessibilità per i cittadini a basso reddito e provocare code più lunghe, con i richiedenti che si affrettano a evitare l’aumento.
Fonte: JusBrasil
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