
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato ai giornalisti il 10 dicembre 2025 che il governo federale «prevede di revocare a breve i controlli temporanei alle nostre frontiere terrestri», a seguito dell’accordo politico sul nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo raggiunto questa settimana a Bruxelles. Dal settembre 2024, la Germania ha effettuato controlli passaporti su nove frontiere con i Paesi vicini, una sospensione senza precedenti della libera circolazione Schengen, prorogata più volte a causa del numero record di richieste d’asilo.
Merz ha sottolineato che i controlli più severi alle frontiere esterne previsti dal patto e i piani per i “centri di rimpatrio” nei Paesi terzi permetteranno alla Germania di riallocare le risorse di polizia dove sono più necessarie. Non ha però indicato una data precisa, spiegando che Berlino vuole prima avere «chiarezza operativa» sul funzionamento delle misure UE.
Impatto economico:
• L’abolizione dei controlli ripristinerebbe le catene di approvvigionamento just-in-time per i produttori in Baviera e Renania Settentrionale-Vestfalia, che dipendono dai passaggi quotidiani dei camion.
• Scomparirebbero i ritardi medi di 30 minuti per pendolari e viaggiatori d’affari nelle ore di punta, migliorando la produttività.
• Le aziende di logistica dovrebbero prepararsi a una rimozione graduale e non immediata; alcuni controlli spot potrebbero restare per indagini sul contrabbando.
Contesto politico:
I Verdi, all’opposizione, hanno accolto positivamente l’annuncio ma hanno avvertito che reintroduzioni ad hoc non devono diventare la «nuova normalità». L’AfD ha accusato il cancelliere di «cedere a Bruxelles» e ha promesso di fare campagna per controlli nazionali permanenti in vista delle elezioni di febbraio 2026.
Prossimi passi:
Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt presenterà a gennaio al Bundesrat un calendario di attuazione. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti mobili che durante il periodo di transizione potrebbero ancora essere richiesti i passaporti.
Merz ha sottolineato che i controlli più severi alle frontiere esterne previsti dal patto e i piani per i “centri di rimpatrio” nei Paesi terzi permetteranno alla Germania di riallocare le risorse di polizia dove sono più necessarie. Non ha però indicato una data precisa, spiegando che Berlino vuole prima avere «chiarezza operativa» sul funzionamento delle misure UE.
Impatto economico:
• L’abolizione dei controlli ripristinerebbe le catene di approvvigionamento just-in-time per i produttori in Baviera e Renania Settentrionale-Vestfalia, che dipendono dai passaggi quotidiani dei camion.
• Scomparirebbero i ritardi medi di 30 minuti per pendolari e viaggiatori d’affari nelle ore di punta, migliorando la produttività.
• Le aziende di logistica dovrebbero prepararsi a una rimozione graduale e non immediata; alcuni controlli spot potrebbero restare per indagini sul contrabbando.
Contesto politico:
I Verdi, all’opposizione, hanno accolto positivamente l’annuncio ma hanno avvertito che reintroduzioni ad hoc non devono diventare la «nuova normalità». L’AfD ha accusato il cancelliere di «cedere a Bruxelles» e ha promesso di fare campagna per controlli nazionali permanenti in vista delle elezioni di febbraio 2026.
Prossimi passi:
Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt presenterà a gennaio al Bundesrat un calendario di attuazione. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti mobili che durante il periodo di transizione potrebbero ancora essere richiesti i passaporti.
Fonte: The Local Germany