
La Svizzera, il 13 dicembre 2025, ha aggiornato il proprio regime sanzionatorio in linea con le recenti misure delle Nazioni Unite contro l’Iran, recentemente riattivate. Il Consiglio Federale ha inserito 22 persone fisiche e 42 entità nella lista nazionale delle sanzioni, imponendo il congelamento dei beni e, elemento cruciale per i professionisti della mobilità, il divieto di ingresso e transito.
Le nuove restrizioni colpiscono aziende e funzionari legati al complesso militare-industriale iraniano e alla catena di approvvigionamento nucleare. Secondo la legge svizzera, il divieto di viaggio vieta il rilascio di visti e blocca anche il transito attraverso gli aeroporti svizzeri per i passeggeri collegati presenti nella lista. Le autorità di immigrazione di Ginevra e Zurigo hanno ricevuto aggiornamenti delle liste di controllo durante la notte.
Si inaspriranno anche i controlli sulle merci: gli spedizionieri che operano nel corridoio farmaceutico di Zurigo dovranno presentare dichiarazioni di due diligence rafforzata per i beni a duplice uso. La Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha avvertito compagnie aeree e operatori logistici di pesanti sanzioni in caso di trasporto di persone sanzionate o merci soggette a embargo.
La mossa della Svizzera segue il 19° pacchetto di sanzioni dell’UE del 23 ottobre e segnala la volontà di Berna di allineare gli strumenti di politica estera con Bruxelles, dopo anni di prudente divergenza. Per le multinazionali, l’impegno immediato è aggiornare i controlli sui partner commerciali iraniani e informare le agenzie di viaggio che potrebbero essere necessarie cancellazioni di biglietti all’ultimo momento.
Gli esperti di compliance sottolineano che il ripristino dei divieti di viaggio potrebbe complicare la partecipazione di scienziati iraniani a conferenze presso agenzie ONU con sede a Ginevra, richiedendo potenzialmente esenzioni umanitarie valutate caso per caso.
Le nuove restrizioni colpiscono aziende e funzionari legati al complesso militare-industriale iraniano e alla catena di approvvigionamento nucleare. Secondo la legge svizzera, il divieto di viaggio vieta il rilascio di visti e blocca anche il transito attraverso gli aeroporti svizzeri per i passeggeri collegati presenti nella lista. Le autorità di immigrazione di Ginevra e Zurigo hanno ricevuto aggiornamenti delle liste di controllo durante la notte.
Si inaspriranno anche i controlli sulle merci: gli spedizionieri che operano nel corridoio farmaceutico di Zurigo dovranno presentare dichiarazioni di due diligence rafforzata per i beni a duplice uso. La Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha avvertito compagnie aeree e operatori logistici di pesanti sanzioni in caso di trasporto di persone sanzionate o merci soggette a embargo.
La mossa della Svizzera segue il 19° pacchetto di sanzioni dell’UE del 23 ottobre e segnala la volontà di Berna di allineare gli strumenti di politica estera con Bruxelles, dopo anni di prudente divergenza. Per le multinazionali, l’impegno immediato è aggiornare i controlli sui partner commerciali iraniani e informare le agenzie di viaggio che potrebbero essere necessarie cancellazioni di biglietti all’ultimo momento.
Gli esperti di compliance sottolineano che il ripristino dei divieti di viaggio potrebbe complicare la partecipazione di scienziati iraniani a conferenze presso agenzie ONU con sede a Ginevra, richiedendo potenzialmente esenzioni umanitarie valutate caso per caso.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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